Quando un gruppo Facebook risveglia la nostra “catanesazza” voglia di ricordi


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di Rosanna La Malfa

È nato da poco più di un mese e conta già 34.303 membri, con una media di 4060 post al giorno (probabilmente nel frattempo che scrivo, i numeri sono saliti).

Si chiama Catania Vintage ed è una #buonanotiziadallaSicilia. Perché lo è?

  • È popolato da persone che, moderne e vintage nello stesso tempo, usano il social finalmente per ricordare senza il cosidetto “lamentu”, del tipo si stava meglio quando si stava peggio, i tempi che furono. Gli stessi tempi in cui da giovani con brufoli, capelli cotonati, moda trionfante, eravamo dei leoni. Ma non sapevamo di esserlo.
  • È pieno di belle storie che hanno il profumo di pomodoro fresco e di pasticcini della domenica, di caponata e di muschio bianco, di brand oggi inesistenti che ci riportano indietro ad un passato che ribadisco, così come la nostra città, ci scorre, senza se e senza ma, nel sangue.
  • È motore portante per i tanti cittadini che, malinconici perché vivono in altre terre, si riscoprono ancora più fortemente catanesi. Perché non è l’arancino che ci rende fieri, ma se lo mangi dalla punta o dalla base, se la traduzione di certe frasi dal dialetto all’italiano, non rende l’idea, se in un momento di pausa, pensi, cito, ad una raggiante Catania.
  • È purezza per la presenza di persone che ricordano i propri genitori e nonni, con un amore che evapora dalla scrittura stessa. Potrebbe anche essere un luogo anarchico, invece no, ha delle regole, poche, ma ferree.

Si parla vintage, si pubblica vintage, si vive vintage.

  • È un gruppo vivo, non noioso: in mezzo ad un appiattimento globale ed in una società dove prevale il linguaggio degli “haters” (signori, ma sparai!), è come un faro, una luce che ci ricorda che t’ava priatu non è zzauddo, ma è risata ed anche ironia.
  • È una community (ettonna, con questi inglesismi!) priva di pubblicità. In un social bombardato da messaggi promozionali, in Catania Vintage questa non esiste. Si scrive per gioia, per domandare, per chiedere. Con il nostro modo catanese gioviale di essere impaccideri.
  • È un luogo dove, magari al rientro dal lavoro, uomini e donne, scherzano: la voglia di ridere oggi è una conquista, sempre rincorsi dal tempo e dalle mille cose da fare.
  • Catania Vintage, infine, è impregnato da una sana malinconia che sfocia in un sorriso, che oggi vale più di na catta di 50 euro.

A mio parere, è un gruppo lodevole. A proposito non è una pagina facebook (le basi proprio mancano ai critici per partito preso). La pagina facebook è prettamente promozionale, il gruppo è una comunità. Su questa differenza risiede la giusta chiave di lettura. Catania Vintage è una comunità, meravigliosa, delirante, catanese fino al midollo, vulcanica come Mamma Etna. 

Per i critici noiosi che vogliono essere controcorrente per forza, cito WIKIPEDIA

Una comunità è insieme di individui che condividono lo stesso ambiente fisico e tecnologico, formando un gruppo riconoscibile, unito da vincoli organizzativi, linguistici, religiosi, economici e da interessi comuni.

Per noi del gruppo, l’interesse comune è Catania.

Un consiglio e chiudo: “Non siate troppo controcorrente che poi vi raffreddate”… 🙂

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