Scoperta una spettacolare foresta di coralli nelle Isole Eolie


coralli mariniStraordinarie foreste di coralli a rischio attorno ai vulcani sottomarini delle Isole Eolie, a nord della Sicilia. E’ quanto hanno trovato i ricercatori della spedizione di Oceana Ranger, catamarano appartenente alla omonima Fondazione internazionale nata con lo scopo di proteggere i mari, che ha rivelato una meravigliosa serie di foreste coralline intorno ai vulcani dell’arcipelago mediterraneo delle isole Eolie.

Tra montagne sottomarine isolate, banchi sottomarini e le venute idrotermali formate dall’attività vulcanica delle isole, i ricercatori hanno trovato coralli bambù in pericolo critico, coralli molli e coralli neri con numerose uova di squalo e diversi altri habitat che ospitano un alto numero di specie.
Sulla base di queste scoperte, Oceana sosterrà la designazione di un’area marina protetta nell’arcipelago, con l’obiettivo di preservare il ricco patrimonio naturale delle sue acque.

Con un robot subacqueo sono stati filmati e fotografati fondali fino a 981 metri di profondità e sono anche stati raccolti campioni di fondale (le foto della spedizione si possono vedere su Flickr).

E sono le aree più profonde che hanno rivelato queste spettacolari foreste di coralli bambù e habitat che includono specie carnivore.

E’ stata inoltre scoperta una stella marina mai vista nel Mediterraneo, una specie mai vista di Stella Marina, la Zoroaster fulgens e una specie ittica che si pensava abitasse solo i fondali del mare Adriatico, il Gobius kolombatovici.

Sulla base di questi risultati, Oceana sosterrà la creazione di un’area marina protetta nell’arcipelago, per preservare il ricco patrimonio naturale delle sue acque.
“Sebbene il mare profondo si trovi appena al largo delle coste delle Isole Eolie, queste acque sono in gran parte inesplorate e nascondono una biodiversità molto ricca. Abbiamo trovato decine di caratteristiche che sono protette a livello internazionale nel Mediterraneo, dagli imponenti letti coralligeni alle tartarughe caretta e molte specie di coralli e molluschi. Tuttavia, abbiamo anche riscontrato impatti diffusi dell’attività umana, anche nelle aree più lontane e più profonde ed è fondamentale che smettiamo di danneggiare la vita marina se vogliamo preservare l’unicità di questa parte del Mar Tirreno”.

Purtroppo, oltre alla bellezza della biodiversità marina, gli scienziati hanno documentato anche l’impatto umano e i danni causati da attrezzi da pesca persi o intenzionalmente abbandonati, una tartaruga morta con una lenza agganciata alla bocca, coralli millenari parzialmente uccisi da lenze impigliate e ancora trappole e reti gettate via.

Guarda il video della spedizione.

Fonte: https://www.lovingsicily.it

Vedi anche: https://www.buonenotiziedallasicilia.tv/turismo-geologico-del-litorale-ionico/

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