Riconoscimento del DOP ai capperi delle Eolie


I capperi delle isole Eolie avranno il riconoscimento del DOP: il Ministero dell’Agricoltura ha dato il via libera alla pratica che era stata presentata per il riconoscimento.

Si è conclusa la parte italiana dell’iter per il riconoscimento del DOP Cappero delle Eolie. Ora, la richiesta, presentata già alcuni anni fa, dovrà essere approvata dall’Unione europea. Sullo sfondo, diatribe interne alle splendide isole. Salina, che, con i suoi 450 quintali, è di gran lunga il maggiore produttore, avrebbe voluto un Dop più rappresentativo della peculiarità dei luoghi. A Salina, è presente un presidio Slow Food che ha contribuito a lanciare il prodotto, di ottima qualità, sui mercati nazionali e non solo!

capperi di Salina rappresentano una delle eccellenze gastronomiche del nostro Paese. La Tondina, nota anche con il nome di Nocellara, è la cultivar più diffusa: essa si fa apprezzare rispetto alla Spinosa dal momento che i capperi che produce sono più pesanti e caratterizzati da una struttura più soda. La raccolta viene eseguita a partire dalle cinque del mattino, in modo tale da evitare il sole delle ore più calde, che a queste latitudini può essere molto spossante: inizia nella seconda metà di maggio e prosegue per i mesi di giugno e luglio, fino alla fine di agosto, più o meno una volta ogni dieci giorni.

Una volta che sono stati raccolti, i capperi vengono disposti al fresco su dei teli di juta, in modo tale che possano asciugare in modo naturale, così da non riuscire a sbocciare. Trascorse poche ore, i capperi sono separati dai capperoni, che sono – appunto – i bottoni che stanno per sbocciare, riconoscibili per le loro dimensioni maggiori. A questo punto i capperi di Salina possono essere salati: si inizia con uno strato di capperi, si prosegue con uno strato di sale grosso marino, si continua con uno strato di capperi, e così via. Nella maggior parte dei casi questa operazione viene effettuata all’interno dei fusti che sono impiegati per le alici destinate a diventare acciughe, ma a volte si può ricorrere anche alle tinedde, che sono dei contenitori che provengono da vecchie botti separate a metà.

Dopo che sono stati i salati, i capperi devono essere travasati da un contenitore a un altro per circa cinque giorni: questa operazione ha lo scopo di evitare le conseguenze potenzialmente dannose dell’azione combinata del caldo e del sale, che potrebbe agevolare la fermentazione. Il prodotto è pronto per essere messo in commercio e consumato dopo circa 4 settimane. L’uniformità e il profumo sono i tratti distintivi di questi capperi, ma è soprattutto la compattezza del bocciolo a essere sinonimo di qualità e di longevità: questi prodotti, infatti, possono essere conservati anche per un paio di anni.

Fonti: lettera32

https://www.saporieolie.it

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