Omaggio a Ciccio Busacca, uno dei più grandi cantastorie siciliani


cicciubusacca09Fra le caratteristiche che connotano la nostra Sicilia figura la tradizione dei cantastorie. Quella del cantastorie è infatti una figura tradizionale della letteratura orale e della cultura folklorica, un artista di strada che si spostava nelle piazze e raccontava con il canto una storia, sia antica, spesso in una nuova rielaborazione, sia riferita a fatti e avvenimenti contemporanei. Le storie narrate entravano a far parte del bagaglio culturale collettivo di una comunità,incidendo nel sio tessuto. I cantastorie accompagnavano la “Cantata” con uno strumento: di norma era la chitarra, ma c’erano anche la lira e la fisarmonica. Si aiutavano con un cartellone su cui veniva raffigurata la storia, descritta nelle principali scene. La loro opera veniva remunerata con le offerte degli spettatori o con la vendita di foglietti volanti, su cui era descritta la storia. Dopo gli anni ’50, con l’avvento del vinile, queste storie venivano incise e vendute su dischi, prima a 78 giri poi 45.

La tradizione deriva dall’esperienza degli aedi e rapsodi greci, di giullari, menestrelli, bardi celtici, trovatori o trovieri del Medioevo francese e della Scuola Poetica Siciliana di Federico II di Svevia. Simili figure sono presenti anche nella cultura islamica, indiana e africana. A partire dal XIV secolo si allontanarono dalla letteratura più colta e contribuirono a diffondere in dialetto le gesta dei paladini carolingi della chanson de geste, argomento anche dell’Opera dei Pupi. Ebbero la massima fioritura nella Sicilia del XVII secolo, nella Roma del XVIII secolo (il cui massimo esponente fu Andrea Faretta) e furono appoggiati dalla Chiesa con lo scopo di diffondere presso il popolo le storie dei santi e della Bibbia. Nel 1661 a Palermo i Gesuiti avevano costituito la congregazione degli “Orbi”, cantori ciechi a cui veniva insegnato a suonare uno strumento musicale e che erano legati a temi esclusivamente religiosi sotto il controllo ecclesiastico.

Cicciu Busacca è stato uno dei più noti e bravi cantastorie che la Sicilia abbia avuto. Nato a Paternò nel 1926, in provincia di Catania, si avvicina a questa tradizione assieme al fratello Nino, ascoltando i versi di diversi cantastorie ambulanti, tra cui Paolo Garofalo e Gaetano Grasso. Inizia la sua carriera di cantastorie negli anni ’50 per concludersi agli inizi degli anni ’80. La sua notorietà in campo nazionale la si deve al Primo Concorso Nazionale per Cantastorie “Premio Trovatore d’Italia”del 1957, con la vittoria del primo premio con ”La storia di turi Giulianu re di li briganti”. Nelle piazze del Sud d’Italia il cantastorie denunciava le ingiustizie sociali, lanciava messaggi di lotta contro la mafia, cantava le sofferenze degli emigranti.

La sua fama arrivò ai massimi livelli: cominciò a collaborare con Rosa Balestrieri, Ignazio Buttitta, Turiddu Bella e Dario Fo, che lo volle nel suo gruppo come interprete nel suo “Mistero Buffo” – “Ci ragiono e canto n.3” – “Giullarata”. Seguì la partecipazione a diversi programmi radiofonici e televisivi. A partire dalla fine degli anni ’70 iniziò il declino di popolarità di Busacca e degli altri cantastorie siciliani, a causa della diffusione della televisione quale mezzo di comunicazione di massa. Le notizie della cronaca potevano ormai arrivare ai cittadini nella crudezza  dei teleschermi, senza le mediazione poetica di questi ultimi cantori di una tradizione millenaria. Assieme a lui grandi cantori erano stati: protagonisti Orazio Strano, Turiddu Bella, Vito Santangelo, Matteo Musumeci, Francesco Paparo (Cicciu Rinzinu) e altri.

Busacca morí nel 1989 e di quel piccolo uomo che dal tetto della sua FIAT 600 Multipla cantava le storie degli uomini di Sicilia, a chi li voglia leggere, rimangono indelebili i suoi versi. Vai sul sito ufficiale: http://www.cantastoriebusacca.it.

21430302_1608047202550768_3727509808554380856_nAbbiamo incontrato Francesca Busacca, nipote di Ciccio Busacca, impegnata ad allestire un doveroso tributo all’artista, nella ricorrenza del 28 anniversario della sua morte. Lunedì 11 settembre, dalle 20:30, in via Via Monastero 4, presso la Casa museo Cantastorie a Paternò, avrà luogo lo spettacolo intitolato “Tre storie, una sola anima”,  un omaggio a Ignazio Buttitta, Rosa Balistreri e all’indimenticabile Ciccio Busacca, diretto da Luisa gennaro. Ingresso gratuto.

Francesca che ruolo ha la tradizione dei cantastorie nella cultura siciliana ed italiana?

Quella dei cantastorie è una tradizione che affonda le radici addirittura nella tradizione omerica. Veicola storie, messaggi e contenuti che apprtengono al nostro tessuto sociale e concorrono a delinearne la fisionomia e l’identità. Una tradizione che sicuramente ha avuto un ruolo importante in tempi in cui la comunicazione era molto limitata. I cantastorie assurgevano spesso a narratori dei principali fatti di cronaca nera del tempo e portavano a conoscenza della popolazione che visitavano, aneddoti e tradizioni. Queste figure divenivano dunque depositarie della cultura di quel tempo. E’ necessario riscoprirle e riproporle. A tal fine io, assieme agli altri eredi Busacca, abbiamo dato vita all’ Associazione Culturale Cantastorie Busacca, che nasce dal desiderio  di portare in Sicilia, e non solo, le nostre tradizioni canore. Ci proponiamo di fare convegni, spettacoli e conferenze insieme ai componenti della famiglia Busacca. Nino e Ciccio, i due fratelli, hanno fatto conoscere l’arte e la cultura siciliana, noi vogliamo fare conoscere questa storia alle nuove generazioni. Per questo, la riapertura del museo Casa dei Cantastorie (clicca qui: https://www.facebook.com/casadelcantastorie/) nello scorso febbraio, E’ stato un sogno che si è realizzato. (Vedi anche: https://www.buonenotiziedallasicilia.tv/prossima-riapertura-paterno-della-casa-museo-cantastorie/)

Cosa contraddistingue Ciccio Busacca dagli altri cantastorie siciliani?

Ciccio Busacca, da grande interprete qual era, aveva tante carartteristiche che lo contraddistinguevano: la passione per la narrativa e la denuncia civile, la particolare sensibilità musicale, la mimica, la gestualità nella rappresentazione, la forza, “la verve”, la comunicazione istantanea, la capacità di gestire i vari personaggi. Unico e grande, nei distinti ruoli, riusciva ad interpretare queste diverse facce in un solo personaggio. È stato un interprete straordinario, con una visione drammatica, sarcastica e ironica. Tutto ciò lo poneva al di sopra degli altri cantastorie di quel periodo.

La figura di Ciccio Busacca quanto ha inciso nella città di Paternò?

La figura di Busacca ha avuto grande rilevanza all’interno della storia di Paternò, sua città nativa. Le amministrazioni comunali e le autorità preposte, hanno sempre dimostrato interesse per l’attività del cantastorie, mostrandosi disponibili a dare il giusto valore e risalto alla sua figura. A noi eredi di Busacca, è stato concesso questo stupendo locale nel cuore pulsante del centro storico paternese che abbiamo adibito a Museo dei cantastorie, dove cerchiamo di far rivivere questa tradizione così radicata nel tessuto della nostra storia locale e isolana.

C’è qualcuno che potremmo definire erede di Busacca?

Come famiglia Busacca abbiamo creato quest’Associazione Culturale Busacca( https://www.facebook.com/cantastoriebusacca/) con l’intento di far rivivere questa tradizione. Essenzialmente impegnati in ciò siamo io come presidente e responsabile dell’Associazione e il figlio di Ciccio Busacca, Paolo. Insieme abbiamo cercato di ricostuire il personaggio di Ciccio Busacca, per restituirlo al pubblico com’era. Abbiamo fatto ciò rispettando anche il fatto che Ciccio, nelle sue esibizioni, aveva al suo seguito la famiglia. Noi continuiamo anche questa tradizione. Lo spettacolo che abbiamo realizzato vedrà infatti la partecipazione mia e di Paolo nei rispettivi panni di Concetta, figlia di Ciccio e Paolo, che interpreterà il padre, a cui rassomiglia non solo nel profilo ma per la capacità di esprimere le sensazioni attraverso i canti. 

Come si coniuga una tradizione antica come quella dei cantastorie con la società odierna improntata alla tecnologia e all’innovazione?

Credo che i valori e le storie propinati da questa tradizione siano sempreterni. Ci stiamo spendendo per reintrodurre questa figura che per quegli anni in cui mancava la comunicazione a così veloce diffusione era fondamentale. Quando Ciccio e gli altri cantastorie si esibivano, non esistevano la tv e la comunicazione, la veicolavano loro. Abbiamo provveduto a consultare l’archivio a nostra disposizione e a digitalizzare tutto il materiale rinvenuto per poter far conoscere a tutti la figura di Busacca e degli altri cantastorie. L’Associazione che presiedo è nata proprio al fine di valorizzare questo aspetto della nostra storia. A questa si accosta l’UNIONE CANTASTORIE, un movimento che si impegna a far conoscere alle nuove generazioni questa cultura.

Come veicolare la tradizione dei cantastorie ai ragazzi di oggi, figli dei social netwoork, della comunicazione immediata e spesso superficiale?

Abbiamo visto, coinvolgendo sin da subito i ragazzi delle scuole, che questo dei cantastorie è un mondo che li affascina e incuriosisce. Nella nostra compagnia abbiamo addirittura un ragazzo di quattordici anni, appassionato di Busacca, che canta e recita ispirandosi a lui. C’è un ritorno, e un interessespiccato verso questo mondo. Le storie proposte diventano materia da conoscere ed approfondire.  La creazione di percorsi strutturali con le scuole, è uno dei progetti che ci sta più a cuore, perchè farà ìi che questa tradizione sopravviva. 

Quali sono i Progetti ed attività che realizzerete?

I progetti e le attività sono tutti in fieri e in cantiere. Sicuramente proseguiranno i percorsi con le scuole, come le conferenze e le altre attività culturali. Siamo in pieno fermento. Vi posso indicare i progetti più vicini: 

Il 9 settembre l’ Associazione Culturale Cantastorie Busacca, insieme al maestro Alosha con la sua compagnia *Tecne* e il gruppo i *Kuntu*, sarà presente all’evento *Il danzatore di Sicilia*, in piazzaMaggiore ad Este. Porteremo con noi il vasto repertorio musicale di Ciccio Busacca e della nostra famiglia. Un occasione unica per raccontare le storie della nostra amata terra. Vedi evento su: https://www.facebook.com/events/337181930059304/

Per l’11 abbiamo allestito lo spettacolo ideato e diretto da Luisa Gennaro intitolato: “TRE STORIE, UN’ANIMA”, omaggio a Ignazio Buttitta, Rosa Balistreri, Ciccio Busacca”. A far parte del cast: paolo Busacca, Francesca Busacca, Luisa Gennaro, Giusy Schilirò, Antonio Castobello,Angelo Patanè.
Per chi vuole ricordare, per chi non conosce, per i bimbi che hanno da imparare ad esser figli di questa terra.
Perchè chi fa la storia magari muore ma in fondo non muore mai.
CICCIO BUSACCA 

Una figura di grande incidenza quella del “cantore” Busacca, che ha lasciato una traccia di rilievo nella cultura popolare del ‘secolo breve’.

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