Melinda Miceli: una delle donne da record al Premio Donna Siciliana 2017


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miceliLa Sicilia è donna, come la testa della Gorgone che è il simbolo della sua bandiera, e come le tante donne che con grande dignità studiano, lavorano e si impegnano a diffondere una nuova immagine della nostra isola. Questo il presupposto su cui si basa l’ormai famoso e rinomato Premio Donna Siciliana, giunto all’edizione 2017, che ha visto fra le sue trionfatrici l’eclettica artista a tuttotondo Melinda Miceli. La giornalista, scrittrice, critica d’arte, è tra le poche ad aver ricevuto, per tre anni consecutivi, il Premio Donna Siciliana, per le sue diverse e poliedriche attività riconosciute con successo in Italia e all’estero. L’evento si è tenuto il 2 luglio alle ore 20 e 30 presso l’anfiteatro comunale Falcone Borsellino di Zafferana con la regia di Carla Basile e la presentazione del patron Antonio Omero.

Ricordiamo che la Miceli ha vinto il Premio Donna Siciliana 2015 per la per la scrittura e l’arte, seguito dal Premio Donna Siciliana 2016 speciale per la letteratura grazie al suo romanzo “Primadonna in Sicilia, Stella d’Oriente”, che esalta in maniera mirabile i luoghi della nostra terra, proponendo la contestazione del materialismo epicureo, la conoscenza del trascendentale, l’amore eterno, il superamento dell’immobilismo proprio della Sicilia. La scorsa domenica, 2 luglio, le è stato conferito il Premio Donna Siciliana per la sua professionale attività di critico letterario ed artistico a favore della Sicilia.  Un record finora inedito per una scrittrice che come scrive il patron Antonio Omero :“Merita ogni successo in quanto dà visibilità al territorio e il suo talento lo esalta in simbiosi alla mirabile arte di promozione culturale profonda espressa con un lessico nobile e variegato come raramente si riscontra oggi”.

Un tris del premio a livello regionale che la consacra icona della scrittura colta, si accosta agli altri premi prestigiosi accumulati negli anni dalla versatile artista siracusana, che da sempre si spende in prima persona per la promozione del proprio territorio. Il suo estro creativo, la sua forte sensibilità, il suo profondo senso di radicamento alla propria Terra, l’hanno spinta a voler valorizzare le risorse naturalistiche, culturali, artistiche, architettoniche del suo territorio. Le sue opere puntano alla costruzione di una grandiosa identità del territorio e alla sua proiezione all’esterno, lanciando un messaggio di bellezza, originalità e moralità ormai desuete. L’intento della Miceli è quello di divulgare e tramandare alle nuove generazioni il patrimonio artistico della nostra terra, elaborando opere non convenzionali, ma ricercate nei particolari, rese fruibili a tutti. Da questa necessità nasce l’invenzione originale delle guide turistiche da intenditore, alla scoperta del significato misterico, esoterico e più recondito della Terra siciliana.

Convinta sostenitrice dell’arte intesa alla maniera “dannunziana”, riportiamo il suo discorso di ringraziamento: ““l’Arte deve educare al bello per condurre alla salvezza dei valori morali ormai diventati per molti aspetti anacronistici in una società come quella contemporanea. Quasi una scienza o, un ‛genere’ letterario, sebbene il critico ricorra ad argomentazioni astruse e si avvalga di un ‛linguaggio speciale’ in cui abbondano nomenclature specialistiche per la maggior parte del pubblico, ermetiche, adempie ad una funzione di mediazione fra arte e società, costruisce quel ponte tra gli artisti e il pubblico, cioè tra i produttori e i fruitori dei valori artistici, per rendere l’Arte accessibile a tutta la società,senza distinzioni di classi. La “necessità” della critica dopo il secolo dell’Illuminismo, oggi dipende dalla rottura del rapporto che collegava la funzione dell’arte alle altre attività sociali; se nel passato l’arte era il modello della produzione economica e le sue tecniche rientravano nella struttura tecnica dell’artigianato, questa simbiosi ebbe fine la rivoluzione industriale per la nascita di tecnologie diverse che comportano una nuova organizzazione economica e sociale e il mutamento radicale della morfologia degli oggetti e dello stesso habitat fisico. Sorse così il problema della relazione tra l’arte, come attività in cui la funzione estetica è dominante (J. Mukařovský), e le altre attività cosiddette ‛normali’ della società, che motiva come indispensabile la figura del critico a sostegno della sopravvivenza dell’arte stessa. Pertanto in qualità di critico d’arte e letterario mi avvicino e spesso mi associo agli artisti, partecipo e collaboro alla definizione dei loro programmi e, mentre li sostengo a filtrare ed esporre le loro tecniche e filosofie poetiche, li stimolo a condurre la loro espressività al massimo livello formale.”

Un 2017 pregno di soddisfazioni quello della scrittrice. Alla quale è stato conferito lo scorso febbraio il prestigioso PREMIO CULTURA 2017 (https://www.buonenotiziedallasicilia.tv/1962-2/.)per la sua intensa attività culturale di promozione del territorio attraverso i suoi 17 rinomati saggi e il romanzo colto Primadonna in Sicilia ricco di simbologie esoteriche che onora il filone letterario della romanistica attuale. Reduce dal premio letterario nazionale città di Acireale, a settembre la nostra autrice è attesa a Sarno città Festival dove riceverà l’ambitissimo “Premio Nazionale Popolarità “sezione Speciale “Ippogrifo d’Oro 2017” con la seguente motivazione: “Scrittrice standhaliana pluripremiata per la sua poliedrica attività di saggista, critico d’arte, giornalista e insegnate delle belle arti di Sicilia, altresì per il suo impegno nel sociale”. E non finisce qui. Scrittrice, saggista, pubblicista, critico d’arte, 2 lauree honoris causa di Cantherbury, 8 prestigiosissimi premi letterari di livello nazionale, 15 pubblicazioni didattiche, da intenditore, esoteriche e raffinatissime, riconosciute universalmente nel mondo dell’editoria, Melinda Miceli è oggi una delle icone e dei pilastri su cui si basa la cultura siciliana dei nostri giorni. La donna Siciliana dell’anno per antonomasia nel campo della scrittura che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi e nascosti “di quella terra magica che strega chiunque la calpesti”come definisce Melinda la nostra Sicilia.

 

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