Le grandi potenzialità del limonene, il fitofarmaco contenuto nella buccia degli agrumi


limoneneIl limonene è un idrocarburo, una cicloolefina classificata come un monoterpene ciclico. È incolore a temperatura ambiente e ha un forte odore di arance, limoni o trementina a seconda della composizione chirale. Prende il suo nome dal limone, e la buccia del limone, come gli altri agrumi, contiene grandi quantità di questo composto chimico, che è in gran parte responsabile dell’odore caratteristico.

Il limonene è una molecola chirale, pertanto si può presentare nelle forme enantiomere destrogira e levogira e nella forma racema detta anche dipentenica. È un liquido che odora di arancia (l’enantiomero R, numero CAS 5989-27-5) o di trementina (l’enantiomero S, numero CAS 5989-54-8). Il principale composto chimico presente in natura e di maggior interesse in campo industriale e merceologico è il D-limonene, ovvero il (R)-(+)-4-isoproprenil-1-metilcicloesene.

Il limonene si usa nella produzione di prodotti cosmetici e dei dentifrici. Dato il suo odore di arancia, il D-limonene è usato nell’industria alimentare come insaporitore e in botanica come insetticida naturale, per la difesa delle colture, senza inquinare l’ambienteSi tratta di è completamente biodegradabile: dopo l’irrorazione bastano pochi giorni perché scompaia integralmente. È inoltre aggiunto ai prodotti detergenti per conferir loro un odore di arancia. L’uso del limonene sta aumentando notevolmente come solvente per la pulizia di superfici, ad esempio per la rimozione di sostanza grasse su parti meccaniche, ed è inoltre un solvente derivato da fonti rinnovabili (l’essenza di limone, è infatti un prodotto secondario dell’industria agrumaria).

Inoltre il limonene può inoltre essere considerato un biocarburante. Nel campo del restauro, il limonene viene spesso utilizzato grazie al suo ottimo potere sgrassante. Presenta infatti ottimo potere solvente verso grassi, olii, cere, resine alchidiche e naturali, colofonie, vernici all’olio e oleosintetiche, vernici bituminose, ecc. Inoltre presenta il vantaggio di essere meno tossico ed avere un odore più sopportabile rispetto a solventi di pari polarità quali l’essenza di trementina o la ragia minerale. Nel campo delle belle arti, viene utilizzato nella produzione di vernici ad olio e oleosintetiche di pregio. La sua principale caratteristica è quella di fornire un potere solvente di coda che si evidenzia in una notevole distensione della pellicola applicata unitamente a caratteristiche di grande lucentezza. Per essere precisi, il prezzo del limonene è iniziato a impennarsi dopo il gravissimo incidente petrolifero avvenuto, nel 2010, nel Golfo del Messico. Lo sversamento di petrolio in questo tratto di mare – il più grave nella storia – è iniziato il 20 aprile del 2010 e si è concluso 106 giorni dopo. Così, negli anni successivi all’incidente ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, la domanda di limonene è cresciuta a dismisura e il prezzo, ovviamente, è schizzato.

Il D-limonene è anche un possibile candidato per una varietà di applicazioni mediche, tra cui il cancro e l’AIDS, ed è stato notato per avere proprietà insetticide.

Recenti studi infatti paiono rivelare che il limonene abbia proprietà anticancerogene. Incrementa i livelli di enzimi epatici utilizzati nella neutralizzazione dei carcinogeni. Il limonene pare promuovere il sistema GST (Glutatione-S-Transferasi, implicato nell’eliminazione dei carcinogeni) del fegato e dell’intestino attenuando l’effetto causato dai carcinogeni. Studi su animali dimostrano che il limonene ha proprietà chemioprenventive in forme tumorali e se presente nella dieta riduce la crescita tumorale al seno.

In Sicilia – terra di agrumi per antonomasia – lo sanno che con il limonene si possono guadagnare un sacco di soldi? Alcuni sì, tant’è vero che non mancano imprese che, nella nostra Isola, producono limonene. Ma la notizia viene tenuta ‘bassa’.

Nel complesso, possiamo dire che la Sicilia, potenzialmente, con gli agrumi, ha tra le mani un grandissimo affare, ma non lo utilizza. Basti pensare agli agrumi della Piana di Catania, a Ribera, a Sciacca, al Trapanese.

Invece nella nostra Isola le arance spesso restano sugli alberi perché il prezzo è così basso da non giustificarne la raccolta. Per non parlare dell’abbandono in cui versano le arance rosse della citata Piana di Catania, colpite dalla Tristeza.

Auspichiamo che nrlla nostra isola si producano biopesticidi a base di olio di arance, salutari per l’ambiente e per l’economia siciliana. La bio-economia, assieme  all’energia solare e il turismo, sarebbe uno dei tre assi del nuovo sviluppo siciliano.

Fonte: http://www.inuovivespri.it

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