L’attualità della lingua e letteratura classica nella tesi di laurea discussa in latino dal vittoriese Gianluca Vindigni


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Vittoria- Latino lingua morta? Greco noioso? Non è così per un giovane vittoriese che negli scorsi mesi ha redatto e discusso la sua tesi di laurea triennale in Lettere Classiche, presso l’ Università degli studi di Catania, direttamente in latino. Stiamo parlando dell’impresa di Gianluca Vindigni, classe 90, maturità scientifica, amore per il latino maturato proprio negli anni del liceo grazie al suo insegnante di Lettere  Daniele Liberto, che lo inducomo ad iscriversi al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania al corso di Lettere Classiche, studiando il greco da autodidatta. E così materia dopo materia, sacrifici su sacrifici, Gianluca è arrivato lo scorso 6 marzo a discutere la sua tesi di laurea sperimentale di pura filologia, interamente scritta ed esposta in latino alla commissione, per di­mo­stra­re che la lin­gua la­ti­na fa an­co­ra par­te del no­stro pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le più di quan­to si pen­si; in questo è stato appoggiato dal re­la­to­re e dagli al­tri profes­so­ri pre­sen­ti in commissione.

La tesi ha come titolo “De C. Iulii Caesaris sermone commentatio critica”, e gli è valsa il voto di 106/110. Un risultato brillante che vale più di un 110 e lode conseguito da altri che non hanno avuto la sua stessa originalità. Ecco il link della discussione: https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DAkWV1mDDEgw%26t%3D3s&h=ATM8FO6c-L4sNWrzNDWtHg3Iwjv4VIMz6dpExrJpCV3p-mL-GbI5rkHLBmJj2AHQNq0BXchwaAXx09j5Nd5dn0FOr7Dp1vP3XoI3bbh0nOqXO0pxM24LsFUU8YyjAaVI5jHwiW4q&s=1.

Il dott. Vindigni ha partecipato e conseguito la vittoria ai Cer­ta­mina na­zio­na­li di Let­te­ra­tu­ra scien­ti­fi­ca e tec­ni­ca gre­ca e la­ti­na, espletati a Mascalucia nel 2015 e nel 2016. 

L’abbiamo incontrato e abbiamo discusso con lui. Di seguito la nostra intervista:

Gianluca latino e greco sono definite da sempre come lingue morte. C’è un netto calo di studenti che si iscrivono e frequentano il liceo classico. Qual è in merito la tua idea?

A mio parere il latino e il greco non sono lingue morte, ma semplicemente lingue che si sono concluse, il che è assolutamente diverso. Il latino, ad esempio, è una lingua che ha avuto un suo periodo storico, che è fiorita e cresciuta e che si è in seguito conclusa, ma tuttavia in maniera maggiore del greco continua a perdurare fino a i giorni nostri, così che risulti paradossale ritenerla morta. Possiamo rinvenire, infatti, tracce di essa in molte delle lingue europee, nella lingua italiana e ancor di più nella lingua siciliana, che risulta di gran lunga più vicina a quella latina. Noi siciliani possiamo pertanto ritenerci dei privilegiati conservatori, nonostante ciò sia ignorato dalla maggior parte della gente che reputa inconsapevolmente quasi volgare esercitare il siciliano; ad esem­pio, ci sono mol­te pa­ro­le si­ci­lia­ne che usia­mo ogni gior­no che derivano dal latino, come: “Mu­sca”, “ad­dum­mi­sci­ri”, “na­ta­re”, “ser­ra”, “ire”. Che vi sia un calo di iscritti al liceo classico è assolutamente vero, ma non saprei francamente a chi imputare la “colpa” di questa situazione. Credo che in parte l’interesse verso lo studio nei giovani di oggi stia calando per una questione generazionale (e non mi riferisco solo a quello delle lingue classiche), in parte credo che sia dovuto anche ad alcuni docenti, assolutamente non adatti al ruolo che coprono, che non riescono ad entusiasmare i ragazzi come una volta né a trasmettere la propria passione, e ciò può generare un degrado nel sistema. Manca un giusto criterio di selezione, e le graduatorie di certo non aiutano.

Nell’era di internet e della tecnologia, dei social e della velocità come si concilia l’amore e la passione per la lingua e letteratura classica viste ormai come anacronistiche?

Credo che l‘evoluzione della tecnologia e la diffusione capillare dei social non abbia nulla di contrastante con l’amore per le lingue classiche. Queste non possono morire e ci sarà sempre in futuro qualcuno che porterà avanti in maniera viscerale il loro studio, al di là del periodo storico. Io, ad esempio, sono un ragazzo assolutamente condizionato dai social, che trascorre le sue giornate tra Facebook e Whatsapp, tra Youtube e serie TV online, ma ciò non mi impedisce minimamente di amare con tutto me stesso la perfezione della grammatica latina e di portare avanti i miei studi e i miei progetti. Credo che sia opportuno conciliare le due cose, la normale vita che il nostro secolo porta a vivere e la passione per ciò che si ama. Posso, anzi, asserire che internet risulti una fonte utilissima per ricerche filologiche e grammaticali legate alla lingua latina: io ad esempio ne faccio grandissimo uso per questo scopo.

Cosa consiglieresti ad un maturando che vorrebbe iscriversi ad una facoltà umanistica per assecondare una passione ma che si aspetta sbocchi lavorativi più concreti e sicuri? 

Credo in primis che se si ha una vera passione non si bada ai soldi che in futuro sarà possibile guadagnare. Chi ragiona così – con tanto di giustificazione, dato la crisi che incombe – non ha una vera passione. Se si ha passione per qualcosa si lotta contro tutti e tutto, si lotta anche contro la crisi e la difficoltà per i posti lavorativi. Io credo che sia meglio pazientare per avere il tanto meritato posto piuttosto che adottare una qualsivoglia occupazione da esercitare senza volontà e interesse alcuno. Si dice che l’uomo che come lavoro faccia ciò che ama, non lavori un giorno nella sua vita. E io credo che sia proprio così: quando, ad esempio, faccio lezioni private di latino a casa (praticamente ogni giorno) mi sento la persona più felice del mondo, e quasi quasi non sento neanche il peso di quei soldi guadagnati, che sembrano piuttosto apparire “regalati”. Consiglierei, dunque, ai giovani di oggi che vogliono accingersi ad iscriversi in facoltà umanistiche, di assecondare i loro sogni e di portarli avanti, così da potersi realizzare realmente nel futuro.

Quali sono i tuoi progetti attuali? Cosa ti aspetti da questo successo?

Il mio attuale progetto è un versionario di latino per i licei che sto già ultimando. Si tratta di un versionario diviso in due tomi, A e B (biennio e triennio), con un’ampia teoria, differente dai comuni versionari che circolano nei licei privi di teoria grammaticale, così che possa risultare un versionario guidato e non solo una congerie di brani da tradurre. Ho sempre avuto la passione per adattare, schematizzare e limare i brani d’autore, passione che mi trasmise il mio docente di liceo Daniele Liberto, che era solito lavorare in questo modo per assegnarci le versioni in classe. E studiandolo nelle ore buche, mentre preparava versioni per altre classi, crebbe in me la passione e l’amore per ridurre sempre più il latino ad un perfetto schema di apprendimento, amore che dal 2008 ad oggi mi ha portato ad avere nel mio PC circa 600 versioni. Credo sia giunto il momento di scrivere un libro! Della supervisione di questo versionario, se ne sta occupando Michele Blandino, docente di lingua latina e greca presso il liceo classico Tommaso Campailla di Modica, mio caro amico, che avendo visto i miei lavori e la mia voglia di diffonderli si è subito reso disponibile per collaborare alla realizzazione. Dal successo della mia tesi, poi, non so cosa aspettarmi. Ho già avuto tante attenzioni, che hanno pure oltrepassato il confine del nostro paese (addirittura trovai la mia notizie in giornali francesi) e ho persino avuto un’intervista RAI. Credo che la laurea sia solo un traguardo, uno dei tanti che caratterizzano oggigiorno la vita di noi giovani, per cui occorre andare avanti e puntare sempre ad aspettative maggiori. Certo, non nego che la soddisfazione che una tesi sperimentale interamente scritta in latino ed esposta parlando in latino sia stata apprezzata da così tanta gente renda felici, ma è anche vero che bisogna concretizzare sempre più i propri sogni e le proprie aspettative senza fossilizzarsi nel presente. Aspetto solo che venga ultimato e adottato, quanto prima, il mio versionario, su cui per ora ripongo tutta la mia attenzione; frequento il corso di Laurea Magistrale in Filologia Classica. Per il futuro aspiro a diventare docente universitario e trasmettere ai miei alunni la stessa dedizione che ho per il latino.

Facciamo i complimenti a questo giovane talento siciliano che ha dimostrato come la passione porti a realizzare spesso i sogni. Ad Maiora!

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