La Zucca Virmiciddara di Monreale


zucca-virmiciddara--e1527061586477Tra i 4 Prodotti Agroalimentari Tradizionali emblematici del territorio di Monreale, ovvero  “Biscotti di Monreale”, al “Pane di Monreale” e al “Susino Sanacore” si inserisce anche la Zucca Virmiciddara . Si tratta di prodotti  tipici tutelati dal Ministero per le Politiche Agricole e Agroalimentari, nello specifico tra i Pat riconosciuti dal Mipaaf.

Queste tipologie di prodotti rientrano anche fra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della “Conca d’Oro”.

Le zucche virmiciddare sono piccole e dalla forma ovoidale e possono raggiungere il peso di 3-4 kg. La buccia è verde scuro, ma presenta diverse macchie bianche ovali disposte su striature orizzontali che conferiscono un aspetto caratteristico. L’interno è bianco e non presenta cavità. Il sapore risulta dolce e delicato e questo dona una notevole versatilità in ambito culinario, prestandosi sia per usi di gastronomia che di pasticceria.

Ma perché si chiamano “vemiciddare”? Il termine “cucuzza virmiciddara” nel 1838 venne inserito nel “nuovo dizionario siciliano-italiano” e venne così definito: “…varietà molto simile nello esterno ai poponi, ma un poco allungata, ed ovale, se non che ha la corteccia marmorizzata, è molto buona a mangiare, ed è così detta dallo sciogliersi la sua polpa, quando è cotta, in tanti fili simili ai vermicelli”. Un tipo simile di zucca con origini sudamericana viene coltivata e consumata in Messico e nella vicina California. Lì la chiamano”spaghetti squash” proprio per l’aspetto che la polpa assume dopo la cottura.

L’origine della zucca virmiciddara è ignota, ma la sua diffusione è da attribuirsi alle monache benedettine del Convento di San Castrense di Monreale che ne facevano uso già dal tardo XV secolo. Presto la coltivazione si estese alle campagne circostanti dell’arcidiocesi, diventando quindi un elemento caratteristico delle campagne di Monreale e Altofonte. Le monache benedettine avevano sviluppato una versione delle paste monacali a base di zucca. Tali paste, dette anche biscotti oblunghi, richiamavano la forma della zucca e simbolicamente il ventre materno della Madonna. La zucca veniva utilizzata come ripieno fondamentale della pasta (confettura) e come decorazione finale (frutta candita).

Le zucche più tenere vengono usate per le ricette comuni a base di zucca: fritte, a cotoletta, con la pasta, a “tutto dentro”, a “sfincionello” e così via mentre le zucche più dure si prestano anche alla trasformazione in confettura che nel monrealese viene chiamata “zuccata” o “cucuzzata” o trasformate in zucche candite.

Fonte: http://sapori.sicilia.it/2018/05/la-zucca-virmiciddara-di-monreale-tra-i-pat-riconosciuti-dal-mipaaf/

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