La buona sanità siciliana: intervista al Dott. Costantino Emanuele Terranova


21430588_1608113845877437_1525887266423391670_nCatania- Il CENTRO CUORE MORGAGNI di Pedara, struttura privata in provincia di Catania, figura fra i  pochi centri di eccellenza siciliani  in problemi cardiaci. Vedi anche: https://www.buonenotiziedallasicilia.tv/al-centro-cuore-morgagni-pedara-arriva-la-tavi-un-intervento-poco-invasivo-si-effettua-paziente-sveglio/.

Tra i suoi medici figura anche il Dott. Costantino Emanuele Terranova, Spec. Anestesia e Rianimazione, Vice Responsabile UTI del “Centro Cuore Morgagni”. Un curriculum di tutto rispetto nonostante la giovane età: laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l’Università  degli Studi di Catania si è successivamente specializzato in ANESTESIA E RIANIMAZIONE con una tesi su: SISTEMA DI EMERGENZA E TRAUMA: DAL PRIMO SOCCORSO ALLE CURE INTENSIVE.

Dal 1° Giugno 2017 ad oggi è Vice Responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiochirurgica e di Chirurgia Vascolare presso il Policlinico “Morgagni” Unità di cardiochirurgia di Pedara (CT). Da Ottobre 2016 a Dicembre 2016: INTERNALSHIP presso ISMETT di Palermo: Reparto di Sala Operatoria e Terapia Intensiva – unità di Cardiochirurgia e Centro trapianti. Fellowship per ECMO e VAD. PALS secondo AHA. Da Ottobre 2014 ad oggi: CTU presso il Tribunale Penale di Catania e di Siracusa. Da Febbraio 2012 ad Aprile 2012: INTERNALSHIP presso OPA – Ospedale “Pasquinucci” – di Massa Carrara. Reparto di cardiochirurgia adulti e pediatrica, svolgendo attività di sala operatoria e di terapia intensiva, con updating utilizzo ecografia trans esofagea con ricostruzione 3D IMAGING. Da Novembre 2009 al 31 Maggio 2017: Aiuto Anestesista presso ISCAS “Centro Cuore Morgagni” Pedara, poi “Policlinico G.B. Morgagni” Pedara (CT). Servizio di Anestesia e di Terapia Intensiva, UTIC e Chirurgia Vascolare. Collaborazione part –time presso “Policlinico G.B. Morgagni”, in qualità di aiuto Anestesista: servizio di anestesia presso sale operatorie, chirurgia plastico-estetica, svolto per conto del Prof. Dott. Lorenzetti, direttore di Villa Borghese Institute (Roma).

Tra 2008 e il 2009 ha condotto il tirocinio presso l’eccellenti sedi del The Alfred hospital, Melbourne, Victoria, AU: Department of Emergency, ICU, Audit of Anestesiology, Acute Pain Service. E poi presso il Royal Darwin Hospital, North territory university: Department of Emergency, ICU.

Importante anche l’esperienza a bordo della St John’s ambulance, NT (nov 08).

Un giovane medico competente che si spende per assicurare ai pazienti siciliani un eccellente servizio sanitario. Lo abbiamo intervistato:

Dott. Terranova, da medico che lavora in uno dei poli d’eccellenza di tutta la Sicilia, ci sa dire la sua opinione sulle condizioni odierne della Sani

Negli ultimi anni la Sanità siciliana ha fatto molti passi avanti, sono infatti aumentati i poli d’eccellenza sanitari. Ma l’ostacolo maggiore al miglioramento delle condizioni sanitarie isolane è sicuramente la politica, sia nell’ambito pubblico che privato. Non posso che rilevare la penuria di mezzi, soprattutto nell’ambito pubblico, che non permettano il pieno espletamento del servizio. L’organizzazione degli ospedali è ormai strettamente connessa con le dinamiche politiche, dunque la gestione finanziaria è indirizzata dalleloro decisioni. Questo comporta l’impossibilità di poter avere le risorse per assicurare una buona gestione, motivo per cui si trovano i pronto soccorso intasati, le prenotazioni da numero verde, e le prestazioni non sono efficienti. Esercitando la mia professione in una clinica privata fortunatamente le condizioni sono diverse,  si lavora per assicurare il servizio migliore al paziente e dunque ci si impegna sempre più ad essere preparati e a diventare sempre più all’avanguardia per garantire un servizio sanitario migliore. 

Ci parli delle sue attività di anestesista e rianimatore all’interno del Centro Cuore Morgagni

Si ho voluto dedicarmi a queste due attività così distinte ma complementari in un certo qual senso. L’anestesista in genere è la figura di cui tutti hanno paura: lamaggior parte delle persone quando si parla di anestesia si atterisce. Avendo percepito quest’impatto, durante le visite anestesiologiche che effettuo prima dell’intervento, personalmente mi metto a disposizione del paziente, spiegandogli in cosa consisterà l’anestesia, di modo da rassicurare il paziente e prepararlo adeguatamente. Ritengo fondamentale le visite anestesiologiche; le mie durano tanto perchè cerco di essere il più possibile chiaro e completo, instauro un rapporto di fiducia con il paziente, che si sente più rasserenato e sa di potersi fidare e affidare allo specialista. Per me il colloquio serve per passare dal mutismo turbato di chi si sottoporrà all’intervento, ad un rapporto più diretto. 

Di sicuro l’attività di anestesista riguarda prettamente la sala operatoria, per cui c’è la necessità di intervenire in maniera estemporanea e risolvere la situazione, ovviamente in sinergia con l’attività chirurgica.

La rianimazione è tutt’altro campo. In questo caso c’è un rapporto a due: sei solo col paziente e coi suoi problemi che possono essere di media e lunga durata e questo ti permette di cerdcare e attuare una strategia efficace nella scelta di un’infiammazione con un determinato antibiotico, o nel trattamento di un’aritmia. 

Sono due attività tempisticamente diverse: la prima è più veloce, la seconda meno, per via della programmazione della terapia intensiva. 

Quali sono i suoi consigli in merito ad una rianimazione estemporanea fatta da” laici” in caso di emergenza?

Le due società americane Illcore e l’American Heart Association hanno stilato delle linee guida sull’assistenza estemporanea riguardo alle varie fasi di rianimazione, da eseguire in caso di emergenza.  Sempre più frequente, in caso di arresto cardiaco, è il ricorso al defibrillatore, che ci permette di poter salvare tanta gente. Mi occupo di questo campo da qualche tempo: ho condotto delle lezioni frontali sia con laici che con esperi del settore. Sicuramente importante è il massaggio cardiaco e il ricorso ai sanitari. Una rianimazione può eseguirla anche chi non è medico, attenendosi a queste disposizioni diramate dagli enti specifici. 

A che livello è la rianimazione in Sicilia?

Credo che grazie all’estensione delle tecnologie avanzate anche nella nostra regione, la rianimazione in Sicilia si stia evolvendo in maniera positiva: proprio la diffusione dell’uso del defibrillatore è specchio di questo cambiamento. Ci  stiamo specializzando sempre più.  Si stanno organizzando dei corsi per farne acquisire l’uso anche al personale sanitario e  standardizzando con i pay 0 pay. Nella mia esperienza di studio condotta per oltre un anno in Australia, ho potuto vedere quanto questo strumento sia valorizzato e collocato in punti strategici del percorso urbano. 

Durante le  lezioni frontali che ho tenuto al pubblico, è stato possibile condurre una vera e propria campagna di sensibilizzazione all’uso di questo strumento.  Il comune di Zafferana  Etnea, fra i più virtuosi, ha posizionato dei defibrillatori nei posti maggiormente a rischio di infarto, come il circolo di anziani, o la scuola media e in particolare in palestra. Di certo siamo lontani dsi sylos che si strovano posizionati nei punti più sensibili delle città nel resto del mondo. 

Qual è l’episodio di rianimazione risoltasi positivamente che l’ha colpita particolarmente?

Nel corso di questi anni, episodi positivi ce ne sono stati tanti. Uno su tutti che mi sta particolarmente a cuore è quello di un paziente quarantenne che ha avuto un episodio di aneurisma dell’aorta, portato, ricorrendo all’elisoccorso, da Ragusa al Centro Cuore Morgagni di Pedara. Le sue condizioni erano disperate. L’intervento è stato olto delicato: è stata ricostruita artificialmete tutta l’aorta e il sistema. Ha avuto una degenza molto lunga in terapia intensiva, è riuscito a svegliarsi ma è subentrata una crisi depressiva. Io mi sono adoperato per farlo uscire da questo status: l ‘ho convinto a far terapia riabilitativa, spingendolo ad agire. Nei nostri colloqui quotidiani, mi raccontava di far ricorrentemente un sogno: la morte dei figli durante il suo intervento. Sappiamo che non è possibile far entrare minori nella camera della rianimazione, ma ho fatto in modo che vedesse i figli da una finestra. Così si è convinto di essersi sbagliato. Ho spinto i bambini a fare dei disegni che poi gli ho portato in camera. Questa persona è via via rinata, anche se dopo tanti mes di ricovero. Il paziente è tornato a casa dopo questo delicatissimo intervento, cercando di riappropriarsi dei ritmi e delle attività della vita quotidiana. Mi ha ringraziato e siamo rimasti in contatto. Ciò mi ha particolarmente toccato. Ritengo fondamentale costruire un rapporto “confidenziale” con i miei pazienti.

Si sono tenuti negli scorsi giorni i test per l’ammissione alle facoltà di medicina e professioni sanitarie. Cosa consiglierebbe ad un giovane che si appresta a voler intraprendere la professione di medico?

Essere medico non è facile, essere un buon medico è anche più difficile. Consiglierei ad un giovane che vuol intraprendere questo percorso di studiare bene, essere all’avanguardia, aprendo la finesta verso il panorama italiano e sopratutto internazionale. Io stesso ho voluto farlo non rimanendo in Sicilia  ma facendo esperienza in Italia (Udine, Milano, Torino) e in Australia. Bisogna cercare, per quanto possibile, di attuare le tecniche più  evolute ed efficaci nel contesto in cui si vive e lavora, svecchiando il sistema. Mi adopero per portare l’esperienza formativa nella mia realtà. 

 

Non tutti i medici si spendono per rassicurare i propri pazienti e costruire con loro un rapporto empatico e confidenziale, in un ambiente come l’ospedale. Il Dott. Terranova con competenza e sensibilità lo fa. Il suo obiettivo è rendere la sanità siciliana “buona” e assicurare speranze di vita a tanti pazienti siciliani.

 

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