Intervista a Marta Limoli: Una donna chiamata meraviglioso mistero


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3Marta Limoli, attrice, autrice, scrittrice, esperta di arti sceniche, poetessa, ballerina di tango, donna dalle mille risorse. Presentati al vasto pubblico di Buone Notizie dalla Sicilia.

Quante Marta! Grazie, grazie tante per l’avvolgente roteare di appellativi uno più bello dell’altro! Ognuno di noi sente il bisogno di manifestarsi. Fra le varie forme, fino ad oggi ho scelto la dimensione artistica; da domani chissà! Quel che mi preme, in tutta sincerità, è dire. Per dire bisogna fare; coinvolgere per aprire la comunicazione. Preferisco i modi più discreti, confidenziali, quasi soffiati. La scrittura, il teatro, la pittura, il Tango, sono risorse inesauribili, per tutti. Esistono al mondo tantissime grandi Donne che in realtà hanno fatto e fanno cose veramente importanti, concrete, luminose, essenziali; sono le poetesse vere. Queste personalità, le loro opere, aiutano a crescere sempre: avere tali riferimenti non può che sostenere negli intenti di far bene, nel proprio piccolo, estendendo la voce nel modo più congeniale al nostro modo di essere. Nell’Arte troviamo fonti di nutrimento basilari, a disposizione di ogni essere umano; sta a noi volercene alimentare o meno.

Gli studi teatrali da scenografa, presentando all’Accademia di Belle Arti una tesi sperimentale sul teatro contemporaneo. Fu attrazione fatale per il teatro?

I trascorsi da scenografa sono dei ricordi, appunto, dei tempi dell’Accademia. La Tesi posso dire che allora fu una “novità”, nel senso che il Teatro contemporaneo come didattica scolastica formativa non era stato preso in considerazione nemmeno in ipotesi come materia “per-formativa”. Negli ultimi tempi, finalmente, se ne sente parlare come di una possibilità educativa, in senso intrinseco, ma nutro forti dubbi che per come si conducono le cose in Italia, si voglia definire tal progetto per il meglio. Ho potuto applicare recentemente gli insegnamenti di fantastici Maestri quali il Prof. Arch. Fabrizio Crisafulli e Umberto Naso, durante l’elaborazione del Docufilm “Tangue. La lingua del Tango”: dalla selezione delle location in avanti, ho curato tutte le ambientazioni, creando o ricostruendo sui vari set dei contesti adatti a ciò che avevo in mente di raccontare. In certi casi, si è dentro un milieu come se nulla fosse stato preparato, semplicemente riposizionando un paio di sedie, componendo delle simmetrie fra gli elementi già presenti, modulando un punto luce. L’attrazione per il Teatro è emersa dopo aver assistito, in tempi di coscienza acerba ma ricettiva, a spettacoli di Teatrodanza di Pina Baush e Bob Wilson che hanno colpito direttamente ogni mia cellula; creazioni di altissima intensità. Ero già in cerca di forme totali d’espressione che non traevo più tanto dagli studi accademici e quei momenti vissuti in Sala, da spettatrice, sono stati folgoranti.

Poi tantissimi anni di teatro, come attrice, interpretando grandi autori e diretta da registi di alto livello: quali le tue esperienze più significative?

Un percorso normale, come tanti, fra emozionanti riunioni di Compagnia, debutti, repliche, tournée, sostituzioni, spettacoli ripresi, saltati, annullati.. Anni con la valigia sempre piena e pronta. Sono cambiate molte cose, ahinoi! I grandi autori rimangono una certezza. Si riscoprono ad ogni occasione, la loro scrittura è una miniera di gemme da studiare, analizzare, amare ed esaltare. Indimenticabile il primo spettacolo. Il debutto assoluto: una favola per le Scuole, per la regia del grande e compianto Dottor Di Martino, al Teatro Musco (anch’esso compianto). Mi sono commossa. Mi ha commosso la sensazione dell’essere improvvisamente come nuda, sul palcoscenico, spogliata d’ogni nome, velo, ruolo, pensiero, identità riconoscibile. Mi sentivo come “scorticata” eppure forte e carica. Il calore e l’entusiasmo del pubblico di piccoli che si agitavano in Sala è stato fortissimo. Ed è arrivato l’equilibrio, il sorriso. Nel corso degli anni si sono aggiunti nuovi momenti memorabili, in special modo quando sono arrivate “le prime risate” in ruoli brillanti o buffi. Ricordo spettacoli da protagonista con Tuccio Musumeci, Paola Quattrini, Pippo Franco; commedie nelle quali si giocava molto sui ritmi, con il linguaggio e la resa scenica del personaggio ma sempre con assoluto rigore.

Sugli schermi ti abbiamo visto in personaggi dissimili tra loro. Che differenza c’è tra il cinema e il teatro e quale tra questi due affascinanti ma diversi mondi, ti emoziona di più?

Un ruolo importante, che mi ha particolarmente colpito, è stato per la trasmissione televisiva Amore criminale, per Rai3. Non era un “personaggio” poiché si impersonava qualcuno di realmente esistente. Sostenere un carattere difficile, da malvagia, è stata una grossa e tremenda sfida ma ho avuto il consenso della regista Matilde D’Errico – una donna assai coraggiosa e seria, di una preparazione esemplare, che stimo molto – la quale ha apprezzato la mia interpretazione, che doveva essere potente e incisiva; le sono grata per la fiducia. In cinema non ho avuto molte occasioni di provarmi in più ruoli ma recentemente emergono spesso quelli da cattiva, specialmente in cortometraggi, con apprezzamenti da parte della critica e dalle Giurie dei Festival. Sul set, il rumore del ciak sembra freddare tutto, invece dà il via a momenti che possono diventare potenti. Su i due versanti, le emozioni (batticuore, gioia, piacere, ansia…) sono molteplici ma si equiparano, o meglio: l’emozione è una ma l’atteggiamento proprio nei riguardi del palco e del set e le condizioni del tutto differenti di tali luoghi, vestono la nostra sensibilità in maniera cangiante.

Sei Autrice del lungometraggio “TANGUE – la Lìngua del Tango” – opera prima indipendente, dal quale nasce il libro “Tangue” edito nel dicembre 2014 da Akkuaria Edizioni per la Collana di Poesia, finalista al Gold Elephant World 2016, ristampato nel 2018 per la 2° Edizione. Cosa ti ha spinto verso il Tango?

Il Tango ha tanti significati, in generale, per ciascuno di noi, per tutti coloro che hanno vissuto quest’incontro. Per me, dapprima, è stato un lungo attendere perché vivevo soltanto di teatro e ne ero totalmente assorbita; pensavo che nessun’altra cosa potesse prendermi di più. Poi ho visto, intuito, afferrato, quanto il Tango invece possa rendere liberi e creativi per cui ho lanciato lo sguardo verso di Lui finché non s’è avvicinato il momento d’incontrarlo ed abbracciarci! Il lungometraggio è l’elaborazione fra sogno e realtà delle esplorazioni, gli accadimenti, raccolti nell’arco di un anno di prime esperienze tanghère. Un’esperienza unica. È stato un lavoro molto faticoso ma supportato da grandi energie che hanno voluto sinceramente dar manforte all’idea. Il mio Maestro, Angelo Grasso, ha reso possibile l’arricchimento di questo progetto con la sua impressionante disponibilità e aprendomi le porte della sua Scuola di Tango: l’Academia Projecto Tango di Catania con tutti i suoi ospiti, i Maestri argentini che sono Special Guest nel film. Ho voluto coinvolgere colleghi attori e fior di musicisti siciliani appassionati di Tango, per radunare le nostre forze artistiche che lo amano. Il libro è un’opera altrettanto particolare. Questo volume è un sogno realizzato; è stata Vera Ambra ad avere l’idea di renderlo una pubblicazione editoriale per Akkuaria. Un’operina piena di cuore, fatta per nuovi lettori appassionati di Tango, abbellita da una collettiva di talentuosi fotografi che, insieme alle parole, i versi scritti, rendono omaggio a quest’arte ballata, narrando con le proprie immagini istanti racchiusi in batter di ciglia poetici tutti da gustare.

www.tanguelalinguadeltango.it

Sei Autrice di “TangoPiano da Camera” Concerto-spettacolo per piano solo e voce recitante, con protagonista il talentuoso pianista Seby Burgio, con un repertorio di brani ricercati, in gran parte tratti dalla colonna sonora del film ed accompagnati da brani interpretati da te stessa. Quando sei interprete di tango, cosa senti dentro?

In TangoPiano da Camera i testi sono nati dall’inanellamento di pensieri rivolti e dediti al Tango che è un perpetuo modular di sussulti emozionali, per cui in scena ho totale confidenza con le parole che offro al pubblico e supporto con la mia presenza. Seby Burgio è il vero protagonista: un pianista eccezionale. Ha accolto il progetto con grande euforia e ha fatto suo il repertorio di brani di Tango scritti da grandi Compositori sia di opere classiche sia contemporanee, personalizzandoli con il suo originale tocco jazz. Per la prima volta ho avuto modo di curare tutto di un allestimento, dal concept al disegno luci: vederle infine delineate nello spazio scenico è stato davvero un bel momento. In Teatro, in altre occasioni, ad esempio, per gli spettacoli Tango Blu della MDTC di Roma di Alex Cantarelli e Mimma Mercurio o per Tango Suite Show per il Catania Tango Festival di Angelo Grasso, con coordinamento del Maestro Miguel Angel Zotto, i testi da interpretare erano di autori molto conosciuti per cui ho prestato la mia sensibilità ed esperienza in favore di spettacoli che avevano caratteri ben precisi e prestabiliti dai relativi registi. Potrei dire che quel che si prova è una sensazione di pienezza mista a leggerezza, in quanto il Tango ha un certo peso specifico poiché denso di valori ma ogni fiato, ogni movimento sono resi assolutamente lievi e l’animo è sollevato dalle gravità del quotidiano esistere.

La scrittura, la poesia, il giornalismo ti rapiscono sin dalla giovane età, riesci sempre ad emozionare ed interessare chi ti legge e qual è il segreto per raggiungere l’attenzione del lettore?

Il giornalismo è stato un insegnamento prezioso, importante. Il confronto periodico con la pagina bianca e le regole da rispettare, la selezione dei concetti, l’idea da trattare, la scelta dei termini, tutto un insieme di equilibri e misure da gestire, impostare e mantenere, ha aiutato molto lo sviluppo della mia visione della scrittura in sé. Per interessare il lettore, una forma di pubblico a distanza, penso come se fossi sulla scena. Cerco di tessere e colorare la tela e recitarvi sopra le parole su tempi e ritmi che possano tendere la linea dell’attenzione, proiettandomi in chi legge, evitando cedimenti d’energia. L’onda va e viene ma la corrente di fondo è incessante. Chiaramente, disegno-pittura, scrittura-lettura, prosa-recitazione vivono di un respiro distinto ma in qualche modo ho assestato un metodo personale visionario che metto in pratica come se non vi siano differenze.

Oltre ad essere una brava attrice, sei anche una bella donna. Cos’è per te la bellezza? Sei stata da essa aiutata o no nello svolgimento della tua diversificata carriera artistica? Hai sempre incontrato persone “per bene” nel mondo dorato e difendi le colleghe che hanno denunciato le molestie del più forte?

Grazie del complimento, davvero gentile. Sono molto autocritica, punto sempre sull’essenza delle cose. Quel che potrei considerare bellezza è tutto quel in Natura risuoni d’armonia, anche una forma estetica, chiaro, ma la vanità d’essere non desta il mio interesse anzi mi stanca. La bellezza fine a sé stessa dopo un paio di sguardi mi lascia indifferente. Amo la bellezza del vissuto. L’immagine ha il suo peso, è innegabile, personalmente mi dedico attenzioni ma senza esagerare. Nella jungla del mondo dello spettacolo bisogna imparare al volo ad avvertire e riconoscere le presenze negative, nocive, starne debitamente alla larga. In questa piccola provincia chi vuoi che rischi di essere talmente debosciato? Sprofonderebbero nel ridicolo. Diciamo che il massimo del pericolo è d’imbattersi in menti mediocri, schiavi-padroni d’un momentaneo potere, il che può dare sconforto o avvilire ma è ben diverso. Il cosiddetto mobbing colpisce ogni settore, naturalmente sostengo le denunce delle attrici che tutti conosciamo ma occorre agire subito, con solerzia. Talvolta – purtroppo – le voci si sollevano ma restano flebili, non in grado da sole di puntare il fuoco su un problema sconcertante che non è di certo cronaca contemporanea. Resta comunque il fatto che è bene se ne parli, che emerga la questione fin troppo sottaciuta e sottovalutata e si tengano in allerta soprattutto le giovani d’oggi, che spesso fremono per diventare starlette usa e getta. In ogni caso, essere ben informati e coscienti è già un ottimo strumento d’attacco e di difesa; non si abbassi mai la guardia.

Sei anche Docente di dizione, fonetica, recitazione. Cosa riesci a trasmettere ai tuoi giovani allievi e qual è il tuo consiglio primario per chi vuole affrontare questa carriera che presenta lati bellissimi ed altri oscuri e faticosi?

I ragazzi che ho avuto come allievi hanno spesso odiato le materie tecniche, accettandole con il tempo. In termini di “voti”, per intenderci, in tanti anni di lezioni ho assegnato solo un paio di 10. Tanti giovani si esprimono con spontaneità, suscitano molta emozione, fino alle lacrime, sono da ammirare. Spesso hanno portato forte entusiasmo in classe e ciò ha fatto sì che succedessero dei fatti scenici e umani insieme molto intensi, da conservare come bagaglio. Li incoraggio, per come mi è possibile fare. Il piccolo consiglio che posso offrire è procedere un passo alla volta. Il fervore dei principianti (così come nel Tango) è magico, bellissimo, ma è facile andar in confusione e disorientarsi per la voglia di fare tutto subito o credere che si sappia già fare ogni cosa al meglio. La gavetta è necessaria così com’è necessario studiare, sempre, con costanza.

Cosa pensi del nostro Portale positivo delle Buone Notizie dalla Sicilia? Lancia un tuo messaggio ai nostri lettori sulla nostra amata terra, sapendo che molti di essi ci leggono dall’estero?

Uno spazio libero che ha motivo d’esistere! Di Buone Notizie ne abbiamo gran bisogno e ogni forma di comunicazione che segua questo intento è importante. Grazie per porre attenzione a quanto di buono succede e si viva in questi nostri luoghi paradisiaci ed infernali… è un bel contributo alla fioritura del pensiero. Il mio messaggio è semplice: regalatevi con regolarità occasioni di stare a contatto con le espressioni artistiche. Che siano mostre, film al cinema, teatro, incontri letterari o spettacoli in vari luoghi adibiti ad accogliere forme creative. Ne trarrà vantaggio la vostra salute e tutta la società!

HYPERLINK “https://www.youtube.com/watch?v=QHluA4SwpFw”https://www.youtube.com/watch?v=QHluA4SwpFw


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