Intervista a Mariarita Bonanno: cosa vuol dire essere volontario della Misericordia


Molto spesso il Natale viene visto ipocritamente come la festa dei buoni sentimenti imposti. Si è perduto il significato del Natale, del dare, del donare senza ricevere in cambio nulla di materiale ma arricchimento spirituale.

Oggi, come nostra prassi, vogliamo proporvi il nostro personaggio positivo, presentandovi Mariarita Bonanno, una ragazza che, assieme ad altri, ha deciso di mettere al centro della propria vita il verbo “donare”, entrando a far parte della Misericordia di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania.

25994902_1718878961467591_7489098713125817874_nSalve Mariarita, grazie per aver accettato il nostro invito a raccontarci della tua esperienza di volontaria.

 Cos’è la Misericordia?

La Misericordia è un’ associazione di volontariato senza scopo di lucro fondata su basi prettamente cristiane, ispirata al Vangelo e alle Opere di Misericordia (Consigliare i dubbiosi, Insegnare agli ignoranti, Ammonire i peccatori, Consolare gli afflitti, Perdonare le offese, perdonare pazientemente le persone moleste, Pregare Dio per i vivi e per i morti, vestire gli ignudi, dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, ospitare i pellegrini, curare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti). Da ben 8 secoli, l’azione dell’Associazione mira a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale.

Le Misericodie nascono nel 1834 dal progetto di un frate a Firenze e pian piano si sono espanse in Italia. La Misericordia è composta esclusivamente da volontari senza retribuzioni; si occupa di tanti servizi erogati sul territorio come: trasporti sanitari con ambulanza pulmino con pedana o macchina per malati disabili dializzati o anziani; di servizi sociali per bambini down o con disabilita, offrendosidi portarli a scuola o a fare terapia nelle varie strutture, ma si occupa anche di organizzare manifestazione ludicocreative all’interno del paese come pedalate della solidarietà o giornata della salute durante la quale ci occupa di fare prevenzione gratis. Inoltre prestiamo assistenza sanitaria con le nostre ambulanze durante manifestazioni sportive. Ci sono anche corsi di formazione di primo soccorso e blsd per scuole, banche, palestre ed altri enti. Ci troviamo attivi anche nelle emergenze di protezione civile (terremoti in Irpinia, Aquila, Amatrice, Cascia) e nelle alluvioni.

Cosa o chi ti ha spinto a voler diventare volontario? 25659259_1718879161467571_7932893365121921172_n

Le cose più belle e più grandi della vita incominciano spesso “per caso”: quando ho iniziato questa esperienza di servizio non avevo idea di quello a cui andavo incontro. Ho scelto di diventare volontaria di Misericordia 9 anni fa, quando sono venuti a mancare mio zio a 42 anni e il mio migliore amico per una malattia incurabile.Pochi giorni dopo la loro morte mi si presentò davanti casa un volantino della Misericordia di San Giovanni La Punta che diceva: “Aiutaci ad aiutare! Vieni a fare il corso di primo soccorso!” così e decisi e andai, (forse era il destino a volerlo tipo una chiamata) spinta dall’idea che visto che non avevo potuto aiutare mio zio e il mio amico, potevo stavolta aiutare gli altri! Questo volontariato ci mette a stretto contatto con la sofferenza umana, con la parte più umana e terrena della nostra esistenza. E’ un limite per molti, ma anche un privilegio, perchè ci fa vivere esperienze estreme.

La misericordia é una scelta di vita la mia seconda casa e famiglia! Siamo indistricabilmente legati.

Cosa significa ai tempi dei social e dell’apparenza e superficialità essere volontario, dedicandosi all’altro?

Oggi essere volontario é molto difficile perché si sono persi molti valori. Nell’era dei social le relazioni umane si impostano in maniera diversa. Con la tecnologia non si avverte più la voglia di aiutare, di costruire un rapporto umano. Non vorrei generalizzare, ma spesso è così. Viviamo nella superficialità, ignorando che un sorriso o una parola dati all’altro sono fonte di arricchimento.  Noi volontari cerchiamo di donare carezze e sorrisi a chi è sofferente. Perché chi sceglie di fare il volontario é umile e cerca di donare il proprio tempo a servizio dei più bisognosi. Questa esperienza, ormai da 9 anni, mi ha permesso di crescere personalmente e affrontare con maggiore fiducia le sfide del futuro. Il volontario, soprattutto di Misericordia, è una persona come tante, che fa cose come pochi e ci crede come nessuno, il volontario di Misericordia mette tutto se stesso in ciò che fa, lascia tutto per ottemperare agli obblighi, seppur morali, che ha contratto, un volontario di Misericordia non aspetta lo stipendio, non aspetta un regalo, al volontario di Misericordia basta semplicemente sapere di aver alleviato le sofferenze di un paziente,  fatto qualcosa di buono per il prossimo, al volontario di Misericordia non interessa che quel paziente ricordi chi lo aiuta, perché l’anonimato è alla base delle opere di Misericordia, al volontario di Misericordia è impresso in mente «non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra», il volontario di Misericordia quando saluta pensa sempre questa frase «Che Iddio te ne renda merito» come a voler ringraziare il paziente/persona in difficoltà per aver dato al volontario la possibilità di fare del bene.

25994560_1719352921420195_6801452191483408284_nQual è la tua definizione di solidarietà?

Nelle Misericordie i volontari vengono fraternamente chiamati confratelli e consorelle. La cosa importante E’ donarsi, dare prima dell’avere.

La mia definizione di solidarietà è semplice, e coincide con quella dell’associazione: ovvero essere umile, dare senza ricevere niente in cambio, non guardando al colore, all’ età, alla casse sociale, alla malattia.

Quali sono stati i casi più felici e meno felici che ti sono particolarmente rimasti impressi?

Tra gli episodi più felici che mi sono capitati in questi anni, quello che mi è rimasto particolarmente impresso, è lagato a quando ho fatto la maschera per un evento di carnevale organizzato annualmente per i bambini delle scuole elementari. Qui aiutiamo i ragazzi con sindrome di down o o con diversità fisiche o mentali a interagire tra loro e divertirsi con noi, facendogli assaporare la nostra “normalità”. Ogni qualvolta, dopo un trasporto i pazienti o i parenti dei pazienti,capita che mi ringrazino per i miei modi gentili per aver cercato di non alleviare il loro dolore al  durante il trasporto,  regalando un piccolo sorriso e qualche parola di conforto. Questo mi riempie di felicità! Purtroppo ci sono anche episodi spiacevoli, come i trattamenti di TSO o le morti dei pazienti durante particolari perecorsi clinici. La perdita è sempre dolorosa! Di tutto ciò ne faccio tesoro, custodendo i volti e i sorrisi delle persone incontrate. In questo tempo ho pian piano dipinto una nuova tessera del mosaico della mia vita, una tessera senza la quale il disegno sarebbe incompleto, impoverito. Ci sono realtà che non si conoscono, persone che vivono una forte delusione, solitudini e non dovrebbero passare inosservate. Di questa esperienza, ho capito quanto sia importante e doveroso aiutare chi non riesce a sorridere; essere presenti con le persone che la vita di fa conoscere.

Volontariato

 Il tuo messaggio per Buone notizie dalla Sicilia e per i ragazzi della nuova generazione

Credo che il messaggio più bello e incisivo che posso lanciare tramite il vosro giornale, sia quello proposto da Papa Francesco che dice “avere um cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte saldo chiuso alle tentazioni ma aperti al bene. “  Francesco invita a superare “indifferenza” e “giustizialismo” e compiere “opere di misericordia” verso chi è privo della libertà o rinchiuso negli ospedali “cattedrali di dolore”. Chi è malato, spesso si sente solo”, sottolinea infatti il Pontefice. Inoltre, non si può nascondere che, soprattutto ai nostri giorni, “proprio nella malattia si fa esperienza più profonda della solitudine che attraversa gran parte della vita”. Allora anche “un sorriso, una carezza, una stretta di mano”, seppur gesti semplici, possono essere  “tanto importanti per chi sente di essere abbandonato a se stesso”. “Una visita può far sentire la persona malata meno sola e un po’ di compagnia è un’ottima medicina”. Invito tutti a provare questa esperienza di dono. Per diventare volontario, basta individuare la sede della Confraternita di Misericordia più vicina( vedi mappa) e prendere contatti. I responsabili vi sapranno fornire tutte le informazioni e indicare l’inizio dei corsi di formazione, necessari per intraprendere il vostro cammino di aiuto ai bisognosi.

Da quanto Mariarita ci ha detto, si capisce l’amore con il quale concepisce questo servizio che è per lei una vera e propria “missione”a favore delnostro prossimo, come Gesù ci insegna, ricordiamocelo in questi giirni di festa cristiana!

Ecco il sito ufficiale: http://www.misericordie.it

Ecco le pagine FACEBOOK: https://www.facebook.com/Misericordia-di-San-Giovanni-La-Punta-159419374100461/?ref=br_rshttps://www.facebook.com/profile.php?id=396994247139337&ref=br_rs

Vedi anche: https://www.buonenotiziedallasicilia.tv/intervista-gioia-luce/.

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