ERIKA SICALI in arte Erika Sharm  Anima e Corpo


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di Antonio Omero

 

Erika Sicali, in arte Erika Sharm  Anima e Corpo , ballerina di danze orientali, da dove proviene questo nome d’arte e perchè? Presentati ai lettori di Buone Notizie dalla Sicilia.

Sono Erika Sicali e molti mi conoscono come Erika Sharm, perchè il nome della mia Associazione è Sharm Anima e Corpo, che in molti associano, abbreviando, al mio nome di battesimo. A me piace la parola sharm e ricorda ovviamente la località egiziana Sharm elSheikh. Sharm …anima e corpo perchè durante il sorgere di questa Associazione io ho vissuto un periodo della mia vita in cui mi sono ritrovata a mettere anima e corpo in quello che volevo realizzare.

 

Erika, quando hai sentito che la danza orientale era la tua ispirazione da seguire?

Io ho studiato danza classica e danza moderna nella mia adolescenza e durante i miei studi ho sperimentato molto il mio corpo, anche a livello indivuale, sono stata sempre molto introspettiva e sperimentale come ballerina. In realtà non c’è un episodio in particolare che mi ha fatto decidere di intraprendere questa strada. È come se facesse parte un po’ di me e pian piano è uscita fuori.

 

Cos’è per te la bellezza e come si manifesta?

La bellezza è un tema molto relativo da trattare, da definire, essa ci da una sensazione di piacere alla vista, ho potuto constatare ciò anche nelle raffigurazioni comunemente conosciute come la scultura e la pittura,  durante i miei studi intrapresi all’Università in Beni culturali che mi ha permesso di seguire la trasformazione di ciò che per l’uomo è la bellezza, ed ancora ha rafforzato il mio pensiero che tutto è molto soggettivo e muta, muta nel tempo e nella persona, anche nella danza la bellezza ha subito altrettanto metamorfosi, mentre una volta si dava importanza e stima alla bellezza che poteva esprimere la danza classica, oggi vediamo degli stili di danza che danno altrettanto piacere all’occhio, nell’armonia e nella musicalità e sono generi che sono nati nell’epoca contemporanea, come l’hip pop e il reggaeton, tutti generi completamente nuovi, la danza orientale è un giusto connubio tra eleganza, tecnica e anche un po’ di modernità, perchè è una danza che va anche oltre gli schemi, ed è stata anche una danza che nella storia ha dovuto emergere anche con più prepotenza quasi, perche sappiamo bene che essa, essendo una danza che appartiene al mondo arabo,  ha avuto anche dei momenti di forti limiti.

 

Da quanti anni anni sei una ballerina di danze orientali?

Io mi ritengo di essere una ballerina di danze orientali, faccio questa premessa, però la mia giovane età mi suggerisce una maggiore umiltà di dire che non si finisce mai d’imparare.

Ho intrapreso questa arte circa otto/nove anni fa, l’ho incontrata sempre nella casualità durante i miei studi di danza moderna e durante la mia adolescenza ho avuto un’amicizia particolare, ero molto vicina ad una ragazza marocchina che in confidenza mi ha dato dei cenni su quello che era la sua danza e mi ha spinto ad intraprendere ulteriori percorsi tra cui un esame che ho voluto affrontare da esterna  per diventare un’istruttrice riconosciuta dalla Federazione italiana danze sportive e tramite la tutor che mi ha seguito per questo esame, mi sono ritrovata alla porta di un’Accademia molto bella che c’è quì a Catania diretta da Sara Pappalardo che ha ospitato una maestra internazionale Yael Torchinsky (argentina!) prima ballerina a Buenos Aires che è venuta qui a fare un corso di due anni. Non è stato per me semplicissimo, perchè mi sono ritrovata a dover sostenere un esame anche per entrare in questo corso e poi mi sono dovuta interfacciare con queste ragazze, colleghe di corso, che avevano studiato molto più di me per tanti anni, io non avevo frequentato una scuola da allieva per imparare la danza orientale, è stata una cosa interiore mia ed ho studiato da autodidatta e poi ho cercato di approfondire per far si che potesse diventare una mia competenza. Non ho improvvisato, ero preparata e la maestra Yael mi ha fatto questo esame e mi ha valutata di livello avanzato ed ho seguito il pieno regime del corso di formazione professionale e poi ho raggiunto la qualifica “maestra con il metodo Yael Torchinsky” con un ulteriore esame finale.

Poi ho intrapreso un’altra accademia a Palermo, la Khaled Mahmoud School in Italy, un’organizzazione di Noemi Sollievo, che ha ospitato l’omonimo maestro egiziano  e anche con lui ho fatto altri due anni di formazione. È  stata anche con lui una bellissima esperienza e mi sono completata con due metodi diversi d’insegnamento: il primo di Yael Torchinsky, un metodo argentino, un po’ più accademizzato,  legato molto alla disciplina della danza classica come tenore accademico e didattico,  mentre con il maestro egiziano ho avuto la possibilità di entrare più nel fervore di quello che per loro è la danza, come la interpretano loro, come la danzano. Io ora mi sento una “danzatrice”  e vivo un’evoluzione non chiusa a quello che è solo la danza araba, dei popoli arabi e la rendo uno stile applicabile ad altra musica, ad altro stile, elevarla un po’ come hanno fatto altri maestri.

 

L’elemento maschile e femminile, in questo mondo, come si manifesta?

Nel mondo della danza orientale ci sono molti maestri danzatori, ma bisogna fare un chiarimento: c’è una differenza tra la danza del ventre e la danza orientale. La danza del ventre fa parte della danza orientale, perchè nasce nel mondo arabo, ma è una danza solo per la donna, perchè il ventre, questa denominazionedi una parte fisica del corpo umano è riferito alla donna, la donna ha il ventre, non l’uomo, la donna ha il ventre perchè è portatrice di una gravidanza, di una procreazione, nasce proprio per questo la danza del ventre, come punto della Madre Terra, della fertilità,  sono movimenti che vanno a valorizzare, attraverso la danza, ciò che la donna è capace di fare, quello di tenere in grembo una creatura, una nuova vita. Questa è un’interpretazione personale che io sposo e magari la esaspero un po’, ma mi piace sottolineare quest’aspetto. L’uomo invece cosa fa? I maestri uomini sono tutti di origine araba, sono bravi maestri e danzatori che interpretano a modo loro,  la loro danza la conoscono più di qualsiasi altro al mondo, quando la vogliono insegnare, la sanno insegnare perfettamente, quando la vogliono danzare, danzano o interpretando a loro piacimento come artisti, un po’ come faccio anche io, sul loro corpo, come preferiscono, al di là del loro orientamento sessuale, al di là di quello che può essere, secondo loro, la danza del ventre, anche nel mondo maschile, perchè poi ognuno ha i propri motivi per cui danza. Poi ci sono moltissimi danzatori che ballano le danze maschili, infatti la danza orientale non si limita alla danza del ventre, ma è aperta a tutte le usanze dei popoli che appartengono al medio oriente, quindi folklori, balli popolari eseguiti anche dai maschi.

 

Raccontaci le tue esperienze più significative e il tuo percorso artistico cosa ci riserva nel prossimo futuro?

Io sono molto viva in merito e partecipo a diversi eventi, occasioni, ma nulla in particolare.

 

Quali sono stati i tuoi riconoscimenti più significativi?

I miei riconoscimenti maggiori sono stati le mie soddisfazioni personali, in primis, perchè ho imparato ad insegnare, a trasmettere agli altri la mia danza. Io godo dei miglioramenti di umore dei miei allievi e delle signore che frequentano i miei corsi. Poi ho vinto delle competizioni, sono arrivata quarta in una competizione internazionale, sono stata ospitata in svariati festival e spettacoli, eventi e poi una cosa bellissima è guadagnare su ciò che amo fare,  sembra un po’ cinica questa mia riflessione, ma in realtà è una cosa vera della vita che noi danzatori scegliamo di lavorare con questo e, quindi, ci dobbiamo anche campare, è ovvio che ci sia un aspetto economico in questo lavoro e credo che non ci sia riconoscimento più bello nella vita di poter vivere di ciò che si ama fare, anche se non è facile, perchè si sa la vita di un artista è sempre tortuosa dal punto di vista economico. Quest’anno, inoltre, andrò a ritirare a Tremestieri Etneo, domenica 3 Giugno, il Premio Donna Siciliana 2018 che ha il patrocinio del comune ospitante e della Presidenza della Regione siciliana.

 

Ora ti stai dedicando anche all’insegnamento, dove e come svolgi i tuoi corsi di formazione?

I corsi si svolgono nella sede di via Ramondetta 31 a Catania, è uno scrigno, un ambiente molto accogliente che ci da la possibilità di studiare questa danza dalle basi a livelli anche più avanzati. In realtà non ci occupiamo soltanto specificamente di danza, questo è lo scrigno un po’ della cultura della danza orientale, ne studiamo anche la storia, la musica di questo mondo, c’è un corso specifico che dedichiamo allo studio dei cimbali, che è lo strumento tipico della danzatrice del ventre ed insieme a questo strumento studiamo anche la metrica della musica mediorientale, ho la possibilità di ospitare spesso dei musicisti dal vivo. La danza orientale è una danza che nasce dalla donna per la donna, non ha limiti di età, né di peso, né di forma.

 

Un messaggio che vuoi lanciare ai giovani?

Realizzate nella vita quello che sognate! Non fatevi schiacciare dalla società con gli archetipi che bisogna avere il posto fisso, il posto da impiegato, studiate se volete studiare, fate i pasticceri se volete fare i pasticceri, fate i muratori se volete fare i muratori, fate i medici se volete fare i medici, e fate i ballerini se volete fare i ballerini.

 

Qual è il tuo rapporto con la fede e cosa vuol dire, per te, la parola amore?

La fede intesa come religione, io sono tendenzialmente agnostica, ma soprattutto credo nell’essere umano, credo in una Entità che è più grande di noi, ma che ha come mediatore l’uomo. Io ho fede nella parte buona dell’essere umano, nelle capacità dell’essere umano e nel suo altruismo. La parte buona è l’amore, il mondo gira attorno all’amore che fondamentalmente è la cosa più semplice che esista.

 

Che rapporto hai con i paesi arabi dove vai spesso e qual è quello con la tua terra?

Io sono stata in Tunisia e poi ho fatto un viaggio in Turchia che ovviamente non è un paese arabo, ma sappiamo bene che ci sono tantissime cose in comune con la cultura araba.  Ho avuto la possibilità di vedere la danza turca. Purtroppo non ho avuto mai la possibilità di visitare l’Egitto, per questione di sicurezza. Con la mia Sicilia ho un rapporto molto di cuore, di passione, perchè io amo la mia terra e sto cercando di fissare qui le basi della mia vita e della mia attività anche se con molte difficoltà, ma non mi ci voglio separare perchè credo che questa terra anche da un punto di vista artistico sia molto viva dentro, come in tantissimi molti altri campi e voglio crederci, e un altro messaggio che voglio dire ai giovani siciliani è di tenere duro e di far crescere questa terra e di non andare tutti via!

 

Che ne pensi del nostro portale positivo www.buonenotiziedallasicilia.tv ?

www.buonenotiziedallasicilia.tv è una bellissima realtà che da la possibilità al mondo di avere una finestra aperta sulla Sicilia, che ci fa vedere un po’ di sole e la parte colorata della nostra terra, piuttosto che notizie negative e ci fa conoscere tanti personaggi positivi come “la piccola Erika” che è qui a danzare.

 

Lascia il tuo messaggio ai nostri lettori.

Il messaggio che lascio ai lettori di Buone Notizie dalla Sicilia è di venire in Sicilia a vedere dal vivo cio che vedono descritto in questo bellissimo portale.

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=wwew0RwGKtw

 


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