Due giovani architetti impegnati nella riqualificazione di Vulcania a Catania


29939153_1862933603739661_706539562_nCatania- Non capita spesso di scrivere una tesi di laurea condivisa, ancora più atipico è creare la propria dissertazione assieme all’amato/a con cui si condividono il percorso e il sogno di realizzare dei progetti di riqualificazione di alcune aree cittadine abbandonate. Questo hanno fatto Adriana Di Mauro e Martin Pistorio, giovani e talentuosi neo architetti catanesi. I due neolaureati dell’ateneo etneo, hanno elaborato un progetto di rigenerazione urbana del quartiere di Vulcania, sito all’interno della terza circoscrizione. Nato per essere il centro della movida catanese nel 1980, Vulcania, fu il primo centro commerciale realizzato da Brescia in giù. Si proponeva come centro delle migliori forze economiche della città. Con l’avvento dei centri commerciali, dislocati nella zona di Misterbianco, ebbe inizio il lento declino di questa struttura, divenuta negli ultimi anni ricettacolo di drogati, senzatetto e spacciatori.

L’obiettivo della tesi di Adriana e Martin è di proporre il recupero della struttura come centro nevralgico della terza circoscrizione, ristabilendo un primato non più esclusivamente in termini commerciali ed economici, ma soprattutto da un punto di vista sociale e relazionale, migliorandone la permeabilità e trasformando l’attuale configurazione di luogo articolato ed introverso. I due architetti hanno condotto uno studio sul tema della dismissione commerciale, analizzando cause e conseguenze del fenomeno del “Demalling” e ponendo infine a confronto il caso americano con quello italiano. In secondo luogo, attraverso un’analisi della cronaca locale, sono state individuate le cause specifiche del fallimento del mall catanese, le carenze ed i problemi riportati dalla struttura e le opinioni al riguardo di soggetti pubblici e privati. Contemporaneamente è stata condotta un’analisi del contesto insediativo.

Di Mauro e Pistorio hanno poi studiato i documenti storici, del rilievo architettonico e dello schema distributivo, che hanno fatto emergere la complessità, le carenze ed i problemi della struttura. Tali criticità sono poi state approfondite attraverso l’analisi dello stato di degrado e del sistema costruttivo, con particolare riguardo alla composizione dell’involucro edilizio, realizzato con pannelli in calcestruzzo. Desunte le caratteristiche peculiari dello stato di fatto, sono state formulate le prime ipotesi d’intervento, finalizzate a conferire valore sia al complesso edilizio che al luogo in cui è situato. Vista la stretta relazione esistente fra la struttura di Vulcania ed il parco adiacente, i due hanno avanzato l’ipotesi che debba essere il sistema verde a riappropriarsi della struttura e non viceversa, rendendo la natura materia del progetto. Da qui la proposta di adottare un sistema di rivestimento che crei continuità tra ambiente naturale ed ambiente “artificiale”, attraverso l’utilizzo del legno.

Nella prospettiva a lungo termine, questo approccio può garantire con maggiore facilità la nascita di un “centro” in cui la comunità potrà identificarsi, accorciare le distanze tra i percorsi, massimizzare le risorse e minimizzare gli sprechi ed i consumi.  Alla luce di tali considerazioni l’intervento di riqualificazione prevede l’inserimento di funzioni che rendano fruibile e vissuta la struttura in maniera continuativa. Ciò ha determinato la scelta di insediare principalmente residenze per studenti, con annesse attività concepite in funzione dello studente, ma aperte alla fruizione del cittadino quali servizi di ristorazione, biblioteca e spazi studio, uffici, attività commerciali, aree verdi attrezzate e aree dedicate a parcheggio. La scelta di inserire attività eterogenee consente di ottenere un utilizzo continuativo della struttura nelle differenti fasce orarie della giornata, così da impedire il verificarsi di fenomeni di micro-criminalità, vandalismo ed emarginazione sociale.

Le ipotesi sono state oggetto di valutazione multicriterio sperimentale (AHP method+Fuzzy Delphy) sottoponendo all’indagine 50 professionisti, al fine di individuare la scelta più idonea.
Far rinascere sotto una nuova prospettiva quel “gigante di cemento”, mito del falso progresso, questa la mission dei due talentuosi fidanzati, che hanno in serbo altri progetti per migliorare il territorio in cui vivono e operano, convinti che questa é un terra fantastica che meriterebbe di esser valorizzata.
“Speriamo di riuscire a trovare spazio in questo mondo, io ed Adriana siamo contenti del successo che sta ottenendo il nostro progetto, ora vogliamo cominciare a cogliere i frutti di tanto impegno!”- dice Martin Pistorio- “Ci piacerebbe, tramite il nostro mestiere, fare qualcosa di importante anche per il territorio della Sicilia, abbiamo delle idee in merito da realizzare in loco. Nei momenti dio sconforto l’uno è il sostegno dell’altra e viceversa!”. 
Complimenti a Martin e Adriana e ad Maiora!
La tesi oggi è pubblicata su una piattaforma web creata da un architetto milanese. Ma si puàò consultare al seguente indirizzo: http://www.architettura.unict.it/biblioteca/303_tesi.php?pageNum_leggi=3&totalRows_leggi=940.

Vedi anche: https://www.buonenotiziedallasicilia.tv/lattualita-della-lingua-letteratura-classica-nella-tesi-laurea-discussa-latino-dal-vittoriese-gianluca-vindigni/.

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