Dora Musumeci: la prima pianista jazz d’Italia


D395-82 (1)Giulia Isidora Musumeci, nacque a Catania nel 1934. Il padre Salvatore Musumeci, detto Totò, era violinista presso il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania. Vero talento,  Dora cominciò a studiare musica a cinque anni, a sette sosteneva gia il fastidioso ruolo di bambina- prodigio, a dieci faceva parte di vari complessi come professionista, a quindici mando all’aria il greco e l’algebra della prima liceo e partì per il suo primo tour internazionale per la Tripolitania. Da quel momento si diede tutta alla musica.

A 18 anni si diploma (massimo dei voti e lode) al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, assumendo il nome di Dora Musumeci.

Dopo il diploma al Conservatorio, Dora abbandona la musica classica, rapita dalle melodie coinvolgenti del jazz, inventato da un altro siciliano, Dominic James La Rocca, detto Nick.

Nel ’47 inizia la sua consacrazione, sancita da un articolo monografico su di lei pubblicato su Musica Jazz.  La sua fama supera i confini dell’Isola molto presto! esibendosi con i grandi della musica, soprattutto jazz, come Dizzy Gillespie e Lionel Hampton. In questo stesso periodo, forma la sua prima band, il cui bassista e cantante era Roby Matano (in seguito componente de “I Campioni”) e inciderà le sue prime opere, che la porteranno in tour in Spagna, Francia, Portogallo, Germania, Belgio e Svizzera.

Nel nel 1956, a Torino pubblica l’album “La regina dello swing” che le fa vincere nello stesso anno il primo premio al Festival del Jazz di Modena. Veniva spesso ospitata in trasmissioni televisive e radiofoniche, e continuò a pubblicare dischi per varie case discografiche; dal vivo inoltre eseguiva spesso arrangiamenti jazz di canzoni di musica leggera. Formò un quartetto a suo nome (composto, oltre che da lei, da “fair” Little Cickets alla chitarra, Tonino Ferrelli al contrabbasso e Roberto Petrin alla batteria).

Negli anni Sessanta, Dora Musumeci arriva al Piper, il noto club musicale di Roma, portando quindi il jazz nel tempio della beat; partecipa a numerose trasmissioni radio e tv. In questi stessi anni, metterà il suo talento a disposizione del cinema, registrando alcuni brani per colonne sonore, lavorando fianco a fianco di compositori del calibro di Ennio Morricone, Romano Mussolini Giovanni Tommaso. In questi anni tanti sono iconcerti e i festival a cui partecipa, arrivando a conoscere e a lavorare gomito a gomito con alcuni dei direttori d’orchestra più noti al mondo come Scherchen, Urbini, Somogyi, Fistoulari, Gillespie, Cannonball Weismann, Garcia Asencio. si dedicerà inoltre alla realizzazione di musiche per spettacoli radiofonici o teatrali, come nel caso de “L’aria del continente” di Nino Martoglio, nell’adattamento di Turi Ferro.  Continuerà a incidere fino al 1961 .

La pianista catanese girò molte volte l’Europa. Negli anni Settanta si colloca la sua svolta musicale: abbandona progressivamente il jazz per dedicarsi alla musica classica, soprattutto a quella di Debussy, Bach, Rachmaninoff. Si dedicò inoltre alla composizione di musiche per spettacoli radiofonici, tra cui nel 1972 “La scuola dei buffoni” di Michel de Ghelderode, per la regia di Romano Bernardi

Diviene insegnante di pianoforte al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria dove insegnò fino alla fine della sua vita, avvenuta nel 2004 in seguito ad un incidente stradale.

Nel 1994 venne nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica.

Fonte: http://www.siciliafan.it.

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