APRITI SESAMO


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Ascoltare APRITI SESAMO in questi giorni  ancora così vicini al 23 marzo è un atto di devozione verso Franco Battiato e richiede un alleggerimento dal peso della materia comunemente intesa, uno staccarsi dai percorsi quotidiani della mente e del cuore, come si fa con una preghiera o quando si contempla l’ immensità del creato dall’alto di una scogliera protesa tra il cielo e il mare.  L’intensità di ogni brano è paragonabile a quella di un fiume in piena e la nostra capacità di comprendere si riduce a quella di una tazza da the. Si entra nella Grotta che è Scrigno di “ori  e  pietre preziose, sciabole scintillanti e tappeti di Bukara,  orci di vino pregiato, vasi pieni di luce lunare che illuminano intorno per il piacere degli occhi”, nascosta nella profondità della selva dove la Luce  è rimasta per millenni imprigionata ma mai diminuita  e  potrà  manifestarsi a chi vi si avvicina con purezza e senza avidità. L’uscita  nell’ottobre del 2012  fu preannunziata da forti spostamenti di energia cosmica e venti stellari che acuivano le percezioni sensoriali, nella certezza che non si sarebbe trovata  una collocazione in verosimiglianza di altre opere del Maestro ove se ne potesse assicurare la comparazione.  Inoltrarsi in quelle note con l’orecchio ci fa  chinare lo sguardo per rispetto della grandezza, e lo stupore ci abita.  Non appena si supera la soglia è un inabissarsi totale nei mari dell’ anima, già  dalla prima nota non si tocca, ma lo smarrimento umano di sentirsi infinitamente piccoli  ci permea di un senso di infinito, di uno sguardo cosmico dal centro dell’alto che ci chiama a sé. Si rimane catturati da un incantesimo che ci incatena  alle correnti delle stelle, ai moti circolari delle orbite celesti  partecipando ad esse attraverso le orbite stesse degli atomi  di cui siamo composti, il passato e il presente non si distinguono più, è come entrare nel quinto stadio della materia, una sorta di plasma di una nuova prospettiva dl pensiero.   Come sfiorare per un istante la visione di  Pimandro, la mente di Dio, che appare ad Ermete Trismegisto mentre egli si trova in uno stato di profondo torpore e  che lo invita  a conoscere la natura del Tutto, e Dio stesso.  Pimandro allora, che è il Nous di Dio, diviene tutte le cose, e rivela ad Ermete la genesi del mondo e dell’uomo,  parla del pre-inizio, collegato all’Uomo Essenziale, cui l’uomo ritornerà se seguirà in questa vita la via della conoscenza. Alla morte l’uomo virtuoso lascia l’involucro terreno, si eleva oltre l’armatura delle sfere e attraverso numerosi passaggi arriva a conoscere Dio.

Un irresistibile richiamo

Era magnifico quel tempo, com’era bello, quando eravamo collegati, perfettamente, al luogo e alle persone che avevamo scelto, prima di nascere.

Gentile è lo specchio, guardo e vedo  che la mia anima ha un volto.  Il tuo cuore è come una pietra coperta di muschio, niente la corrompe, il tuo corpo è colonna di fuoco affinché arda e faccia ardere, le mie braccia si arrendono facilmente, le tue ossa non sentono dolore, i minerali di cui siamo composti tornano, ritornano all’acqua…

Testamento

…E mi piaceva tutto della mia vita mortale, anche l’odore che davano gli asparagi all’urina…Il tempo perduto chissà perché non si fa mai riprendere. I linguaggi urbani si intrecciano e si confondono nel quotidiano.  L’idea del visibile alletta, la mia speranza aspetta. Appese a rami spogli, gocce di pioggia si staccano con lentezza mentre una gazza in cima ad un cipresso guarda…

Noi non siamo mai morti e non siamo mai nati.

Quand’ ero giovane

Quand’ero giovane andavo a letto tardi, sempre. Vedevo l’alba, dormivo di giorno e mi svegliavo nel pomeriggio ed era sera, era già sera…La notte non mi piace tanto, l’oscurità è ostile a chi ama la luce. Si accavallano i giorni come onde, ci sovrastano le cattive notizie in questi tempi di forti tentazioni, ci sommergono. Dobbiamo seguire la nostra coscienza e le sue norme. Viva la gioventù, che fortunatamente passa senza troppi problemi, vivere è un dono che ci ha dato il Cielo.

Eri con me

…Ciò che deve accadere, accadrà qualunque cosa facciamo per evitarlo. Ciò che deve accadere, accadrà perché è già accaduto. Eri con me ma io non ero con te, sei con me ma io non sono con te.
Ero con te, ma tu non eri, tu non eri con me.… Viviamo nell’impermanenza, nell’incertezza della vita condizionata, ma ci ricorderemo di noi segretamente. Arriverà il giorno atteso a schiudere gli impediti passaggi. Prepariamoci a nuove esistenze.

Passacaglia( ispirato a Passacaglia della vita: homo fugit velut umbra, di Stefano Landi)

Ah, come ti inganni
se pensi che gli anni
non han da finire
è breve il gioire.
I sani,  gli infermi
i bravi, gli inermi
è un sogno la vita
che par sì gradita..

non vale il fuggire si plachi l’ardire”.

Vorrei tornare indietro  per comprendere meglio quello che abbiamo  perduto, viviamo in un mondo orribile, siamo in cerca di un’esistenza.

La polvere del branco 

Ci crediamo liberi ma siamo prigionieri di case invadenti che ci abitano e ci rendono impotenti.

Ci crediamo liberi ma siamo prigionieri che remano su navi inesistenti. Si solleva la polvere del branco  accanita e misteriosa. Ci crediamo liberi ma siamo schiavi, milioni di milioni di ombre sperdute, rumorosi andiamo per le strade alzando solo polvere…Ho voglia di appartarmi e di seguire la mia sorte, perché morire è come un sogno. Pura, inaccessibile, avvolta in una eterna ombra solitaria, oscurità impenetrabile, intensa, impervia, immensa, ha dato vita agli dèi, nessun uomo ha mai sollevato il suo velo.

Caliti junku

“Per aspera ad astra” le asperità conducono alle stelle. Un antico detto cinese o tibetano, forse arabo-siciliano, dice così:

“Caliti junku ca passa la china
caliti junku da sira a matina…”

Milioni di anni luce la legge che esprime si illumina di cielo, mindfulness, la forma è sostanza. Mentre il vento mi porta improvvise allegrie.

Aurora ( da una poesia di Ibn Hamdis)

“Vento, tu che sei passato sul sobborgo
ed hai abbeverato le colline assetate
porta a me le cupe nuvole
affinché le possa riempire d’acqua
con le mie lacrime, uh.

Borghi verso i quali s’incamminano le disgrazie
come lupi che s’incamminano nella selva
là, dove ho accompagnato i leoni all’acqua
ed ho visitato tane di gazzelle

dietro di te, oh mare
ho un paradiso da scoprire, uh uh.

Dove c’è contentezza e miseria alcuna
se di giorno penso di conquistare
la sera tu me lo rinneghi.

Ho ceduto ai desideri che il mare
mi ha proibito di incontrare.

E farò della mezzaluna un battello
per abbracciare l’ardere di quel fuoco…

Oh tu, Aurora portami la luce
tu, Aurora portami la luce.”

La mente è qualcosa di stupefacente, un tesoro che soddisfa il desiderio, uno scrigno di ogni possibile cosa.

Il serpente

All’uomo fu detto: “Tu camminerai in eterno, viaggerai e l’ombra ti porterai addosso”. I suoi occhi guardavano stupiti, le mani forti e pallide. Si aggirava nelle dolenti città d’occidente, in cupe società dove trine e stracci si mischiavano. Noi viviamo, tutti gridavano. Ma da qualche parte un uomo nuovo nasceva. All’uomo si disse: “Tu camminerai in eterno, viaggerai e l’ombra ti resterà addosso”. Camminava come gli era stato detto, senza sostare camminava, gli si incupiva il viso, ma il cuore infiammato lo guidava. Un raggio di luce attraversò un cielo nero e minaccioso andando  a illuminare un albero di ciliegio in fiore. Davanti ai suoi occhi increduli e sbalorditi si accorse che qualcosa di metafisico era accaduto. Scoprì di colpo l’esperienza del bianco.

Apriti Sesamo

Sorrideva Sherazade   e i suoi denti come fili di perle, come chicchi di grandine, come fiori scintillavano al sole.  La roccia girò su se stessa e come porta si spalancò.

Il tour APRITI SESAMO, prodotto  da International Music and Arts nel 2013, attraversando  l’Italia   da Bergamo a Palermo oltre a numerose tappe europee,  toccò punte di alta  e vibrante poesia dell’anima e fascinazione dell’intelletto.

 

Teresa Antonietta Teti


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