ANTONIO BENANTI, Presidente “filosofo” del CONSORZIO TUTELA VINI ETNA DOC


di Antonio Omero

Antonio Benanti, titolare insieme al fratello Salvino, delle CANTINE BENANTI è il nuovo Presidente del Consorzio Etna Doc. Si presenti al vasto pubblico dei video lettori di Buone Notizie dalla Sicilia.

Buongiorno, io mi occupo, a tempo pieno, dell’Azienda vinicola Benanti sin dal 2012

e, quindi, sono amministratore coadiuvato anche da mio fratello Salvino. Il mio background non è necessariamente stato sempre questo, nel senso che ho fatto altri studi, fino alle medie a Catania, poi il liceo in Svizzera, l’Università e il Master in gestione aziendali in Inghilterra, esperienze lavorative, soprattutto in finanza, visto che la laurea era in gestione aziendali, esperienza per qualche anno nell’attività farmaceutica, ed insieme a mio fratello abbiamo scelto di puntare tutto sull’attività vinicola, perchè crediamo che le prospettive siano veramente interessantissime e anche perchè è fondamentale che questo tipo di attività vengano gestite a tempo pieno, nel quotidiano, perchè sono strettamente legate alle persone. Quindi, molto felicemente, da sei anni, mi occupo dell’attività vinicola, si è frattanto sviluppato in parallelo, che poi è anche insita in questa attività, un ramo enoturistico… visite in cantina, ma, ovviamente, la parte principale, per un buon 85% è la vendita del vino a distributori ed importatori. Premetto che ho partecipato, già dal ’93, a quasi tutti  i Vinitaly, le fiere del vino,  in cui la nostra Azienda è stata presente, avevo già un’esposizione costante al mondo del vino, sono diventato sommelier poi nel tempo, dal 2002 rientrato a Catania, dopo diverse esperienze, sempre part time in compatibilmente con tanti altri impegni, sia io che mio fratello ci siamo sempre molto avvicinati all’attività. Quindi, non è stato il 2012 un momento di netta svolta, sì nel senso di impiego a tempo pieno, ma non eravamo alle prime armi. Quando è nato il Consorzio ETNA DOC  e con quali finalità?

Il disciplinare nasce nel 1968 ed è questo che è più importante, il Consorzio di tutela nasce dopo, ad agosto sono stati i 50 anni della DOC ETNA,  a tutela della DOC ETNA, dei vini in produzione a denominazione doc Etna. A tutela della DOC ETNA c’è il Consorzio che presiedo da due mesi. Il Consorzio ha due obiettivi principali, il primo è quello della tutela della produzione a denominazione ETNA e il secondo è quello della promozione, quindi, tutela in prima battuta, in secondo luogo promozione sono le due finalità da statuto del Consorzio. Il Consorzio si chiama precisamente Consorzio Tutela Vini ETNA DOC.

Cosa vi proponete di realizzare con la sua presidenza e con un CdA formato prevalentemente da giovani professionisti del settore?

Grazie al lavoro di Consigli di amministrazione precedenti, in particolare sotto la presidenza di Giuseppe Mannino,  il Consorzio è cresciuto tanto, sia in termini di numero d’iscritti, di Soci, sia in termini, appunto, di prospettive sino ad ottenere alcune cose importanti, come per esempio, nel 2011 la possibilità di inserire delle sorti di menzioni geografiche aggiuntive ovvero le contrade in disciplinare, quindi rivendicarlo in bottiglia, il che fa bene al territorio perchè rende sempre più specifico ogni vino, diciamo anche comunicarlo in maniera più territoriale, e poi soprattutto, nel corso del primo trimestre di quest’anno,  l’ottenimento del erga omnes che vuol dire che il Consorzio rappresenta ed agisce anche in nome e per conto di chi non è socio del Consorzio. Il Consorzio diventa una sorte di estensione del Ministero delle Politiche Agricole, quindi, adesso il Consorzio avrà maggiori strumenti per poter sviluppare un’attività di tutela e vigilanza sul prodotto ETNA, che è la sua prima finalità, avrà anche più risorse da poter investire  in promozione e valorizzazione che è la sua seconda finalità, un altro obiettivo di questa presidenza, in questo trimestre,

è anche quello di strutturare meglio l’organizzazione del Consorzio che ancora oggi non ha una sua sede, se non presso il commercialista, è un Consorzio che non ha dipendenti a tempo pieno, ma solo due collaborazioni part time, ecco adesso che avremo più mezzi, più responsabilità e prospettive più importanti, è anche corretto strutturarsi a livello di organico, a livello di sede, e poi abbiamo distribuito il 2 agosto, quando io sono stato eletto, delle deleghe operative a tutti e sette i consiglieri, presidente e più gli altri sei consiglieri, e quindi, effettivamente c’è un gruppo molto rappresentativo del territorio, parlo, ovviamente, del gruppo dei consiglieri, perchè è molto completo e diversificato a livello di età, io sono il terzo per anzianità, ce ne sono quattro più giovani, e molto rappresentativo a livello di dimensioni di aziende, perchè si va dalla microscopica azienda come magari può essere la Tenuta Masseria Sette Porte, la piccola Azienda come Cantine di Nessuno, fino alle Aziende molto grandi sull’Etna come può essere, per esempio, Firriato o grandi come possono essere Cottanera e Nicosiao medio grandi come può essere Benanti e Graci.

Quindi, rappresentiamo un pò tutte le dimensioni di Azienda, e questo è corretto perchè noi dobbiamo rappresentare l’intero gruppo d’imprenditori del territorio ed infine, siamo anche rappresentativi di tutti i versanti dell’Etna, e questo è importante perchè l’Etna è uno e ciascun versante ha le sue specificità e tipicità, oggi  ci sono in CdA raprresentanti di aziende ubicate su  tutte le zone dell’Etna, Sud-Ovest, Sud-Est, Est, Nord. Così tutti si sentono rappresentati.

Secondo lei, i giovani dovrebbe essere formati attraverso corsi d’informazione mirati all’uso qualificato del Vino? Evitando l’abuso di vini in cartone, perchè costano poco, che sono composti più da zuccheri che da uve? E voi del Consorzio cosa farete in merito?

Esiste una delega specifica alla formazione, noi all’interno del Consorzio ci siamo posti un obiettivo di fare un calendario di eventi formativi per i nostri associati e per i non soci ma appartenenti alle categorie tutelate dal Consorzio. Noi faremo il possibile per formare e per informare, per quel che riguarda, invece, i comuni cittadini, chi magari è un semplice consumatore o appassionato, chiaramente molto dipende dall’iniziativa e dalla curiosità del privato d’informarsi. A proposito, esistono diverse associazioni che si pongono l’obiettivo di fare avvicinare le persone al vino o di formarli fino a farli diventare dei veri sommelier. Esistono diverse categorie, i corsi sono sempre più pieni e seguiti sempre più con maggiore interesse. Quindi, non è obiettivo o un dovere del Consorzio quello d’informare il comune cittadino su questi contenuti, però, sicuramente migliorando la qualità della produzione, sostenendo le organizzazioni , le associazioni, le fondazioni che  avvicinano le persone al vino, anche con corsi per professionisti, possiamo sensibilizzare e fare innamorare le persone del vino vero, ben fatto, il vino in bottiglia, il vino di qualità e di eccellenza!

Noi possiamo comunicare nel modo migliore cos’è l’Etna, il suo terrirorio, i suoi vini,

per sensibilizzare. Poi, in concreto, si potrà fare di più in futuro, ma non è una finalità del Consorzio quella di rivolgersi al pubblico. Sicuramente, però, dando il Consorzio visibilità all’Etna, aiutandola a crescere, tutelando il prodotto e promuovendo il territorio, può aiutare le singole aziende a crescere e ad affermarsi e potranno, a loro volta, ingaggiare giovani e portare lavoro nel territorio.

Le CANTINE BENANTI, storica e qualificata azienda, fondata da Giuseppe Benanti, ai piedi del Monte Serra in Viagrande, come si è sviluppata negli anni e quali obiettivi vuole ancora raggiungere? E nel Mondo come e dove vi siete affermati?

L’azienda nasce, in realtà, a Castiglione di Sicilia, nel 1988 inizialmente con il nome di Tenuta di Castiglione, dopo qualche annata e dopo aver rapidamente diversificato la presenza sia a Milo che successivamente anche sul Monte Serra a Viagrande e avviato una collaborazione a Sud-Ovest a Santa Maria di Licodia, l’azienda poi ha cambiato il nome in Benanti. È un’azienda che è cresciuta nel tempo fino a raggiungere sì una produzione abbastanza importante in termini quantitativi di 160.000 bottiglie che la pone tra le prime sette/otto sull’Etna, ma soprattutto  è un’azienda che si è molto affermata a livello di posizionamento, d’immagine, ha consolidato un ruolo di leadership e di esempio e di ispirazione per altri, questa è la più grande soddisfazione. È anche un’azienda integrata nel senso che possiede dalla vigna alla cantina ai depositi per conservare il vino, ha poi, ovviamente, una rete di distributori, quindi, è un’azienda verticalmente integrata con vigneti su quattro punti dell’Etna, per potere rispettare le tipicità storiche, quindi le vocazione di diversi territori, e poi anche per rappresentare l’Etna nella sua totalità.  È un’azienda che vuole crescere ancora un po’ a livello di volumi, io mi pongo l’obiettivo di arrivare appena sotto le 200.000 bottiglie, dalle attuali 160.000, è un’azienda che ha previsto d’inserire ancora tre o quattro nuovi vini, per completare definitivamente la sua proposta e che già esporta il 70% della sua produzione in circa 40 mercati e devo dire che sono tutti mercati attivi con importatori che regolarmente fanno ordini e promuovono il vino. Noi viaggiamo tanto durante l’anno, appunto per stare quanto più possibile dietro le nostre bottiglie, a raccontarle, e questa è una soddisfazione, perchè mentre prima, fine anni ’80 e primi anni’90, era molto difficile parlare di Etna, perchè i professionisti e i consumatori conoscevano nulla o molto poco, quindi, adesso, essersi affermati su scala globale, seppur con volumi di nicchia e una mentalità e un approccio di eccellenza con volumi contenuti, è molto importante.

https://www.youtube.com/watch?v=1KnCyCCHFmQ

I mercati cinese e russo sono stati conquistati dai vini siciliani? Dove sono meglio affermati, oggi?

Diciamo che dipende dalla fascia di prezzo, per i vini di alta gamma, come sicuramente sono quelli dell’Etna, quindi, parlando di Etna, i mercati più importanti non sono quelli  di Russia o Cina, ma sono sicuramente quelli del Nord America, del Giappone, della Scandinavia, dell’Europa. Detto questo, credo che lo stesso valga per i vini siciliani o i vini italiani di alta gamma. Cina e Russia hanno dinamiche diverse, sicuramente hanno in comune l’essere ancora indietro per quel che riguarda le competenze e le conoscenze del singolo mercato, del vino italiano e siciliano, sono stati paesi chiusi per molto tempo e quindi, adesso, per conquistarli è un processo lento. Però c’è da dire una cosa: questa lentezza di processo, comunque è insita nella tipologia  di vino perchè essendo per la Sicilia e per l’Etna, un valore la territorialità, quindi, le varietà autoctone, non le varietà più conosciute internazionali, ma quelle nostre siciliane o etnee, comunque c’è da vincere una barriera di scarsa conoscenza,

di queste varietà rare anche nei mercati più evoluti. Quindi, non penso che il percorso di crescita in quei mercati sarà più difficile del percorso di crescita già affrontato dalle aziende siciliane ed etnee in altri mercati, forse appena più lento, però è anche vero che oggi con i mezzi di comunicazione, con la globalizzazione, con i social, con possibilità di poter rapidamente informarsi, e col fatto di viaggare più facilmente, col fatto che la cucina italiana che ovviamente apre la strada anche al vino

italiano, ci ha preceduto e oggi ci sono tantissimi investitori, imprenditori del mondo del cibo che vanno a realizzare progetti di alto livello anche in questi paesi, questo, alla fine, aiuterà ancora di più. Quindi, nel tempo diventeranno per me mercati altrettanto importanti e in entrambi, ma soprattutto in Cina c’è un forte interesse verso i marchi, verso lo status, verso anche il prezzo, no? Quindi, sono paradossalmente sono vini in cui è bene posizionarsi molto in alto,  perchè noi non possiamo ragionare su un’attivita legata ai volumi, ma al posizionamento, e quindi è bene scegliere i distributori giusti che vanno presso la fascia corretta e più alta di ristorazione e di enoteche e posizionarsi a prezzi alti, perchè questo merita la Sicilia e l’Etna,  e per me questa è una strategia commercialmente migliore perchè, a valle, loro cercano status, cercano prezzo e vogliono un po’ esibire… sono mercati, per me, da non invadere con volumi,  ma seguire la stessa strategia di altri mercati, posizionamento alto, target molto specifico,  andare a fare formazione sul posto,  invitare giornalisti, ristoratori, enotecari, quì in visita, quindi vanno trattati allo stesso modo, perchè arriveranno ad un livello di competenza come quello degli altri paesi.

Antonio Benanti, insieme al fratello Salvino, sono due imprenditori del Vino di alto livello, ma cosa Antonio da e riceve da Salvino e cosa Salvino da e riceve da Antonio?

Noi siamo gemelli monovulari omozigoti, abbiamo in comune un grande senso di responsabilità e siamo sempre molto uniti. Mio fratello Salvino è da sempre una persona molto affidabile, dal punto di vista della precisone, dell’organizzazione, della pianificazione e dell’impegno, lui è sempre sia nel campo del lavoro sia nel campo della vita un riferimento, un porto sicuro, una persona estramente affidabile e responsabile. Io ho anche più tempo a disposizione non avendo una famiglia, lui è sposato ed ha un figlio, quindi, posso impiegare più tempo in azienda e posso assumere ruoli istituzionali  come membro del CdA  della Strada del Vino dell’Etna e Presidente del Consorzio che a lui verrebbe faticoso se non impossibile svolgere. Quindi, io ho più tempo e mi posso sacrificare di più, lui è molto stabile, molto strutturato,  molto affidabile, molto responsabile e non potrei mai fare a meno di lui.

https://www.youtube.com/watch?v=SvR_zMxyoiw

Antonio entriamo nel personale, se possibile, cos’è per lei la bellezza e come si raggiunge la felicità?

Allora, sulla bellezza ci penso un attimo, per quello che riguarda la felicità, secondo me, è un concetto personale, ma deve partire indiscutibilmente dal conoscere se stessi, prima, perchè non è sicuramente legata a questioni materiali, anzi, più è materiale e più rischia di non essere raggiunta. Credo che si debba, intanto, guardando indietro, essere consapevoli della propria fortuna, della pienezza della vita che si è vissuta fino ad oggi, bisogna essere contenti della vita che si è fatta finora, per essere sereni, non bisogna mantenere dentro un senso di scontentezza, di tristezza o d’insoddisfazione. Io ho viaggiato in 65 paesi e ho visto che la maggior parte dei paesi del mondo vivono in condizioni ben peggiori rispetto alle nostre, noi siamo molto fortunati sia in Europa sia in quelle regioni più evolute, più ricche e con più possibilità, dove noi vendiamo il vino, ma la maggior parte del Mondo vive in condizioni ben peggiori. Dobbiamo partire da una consapevolezza di essere fortunati.

E questo già dovrebbe renderci felici. Poi dobbiamo essere soddisfatti della propria persona, questo è molto importante e sono onorato di essere eletto, spinto dai Soci e poi all’unanimità dagli altri Consiglieri, perchè non sono una persona che ha mai cercato consensi in maniera falsa, quindi, sono stato contento di essere apprezzato per chi sono e per come sono, cioè sono una persona garbata, gentile, disponibile, anche se non ho risposto alle sue e-mail, perchè sono stato un po’ impegnato, quindi, per me rendersi conto di essere apprezzati dagli altri, non avendolo cercato,

opportunisticamente, ma spontaneamente, è un’altra cosa importante che ti rende felice. Terzo elemento per essere felici è fondamentale trovare sempre motivazioni! Essere imprenditore in automatico implica trovare motivazioni ed obiettivi che non sono quelli economici ma quelli interiori come quello di completare un progetto di vita, in questo caso quello del Vino e della nostra azienda vinicola, per me uno è infelice quando non ha più motivazioni, non trova più sfide. Per quanto riguarda la bellezza, secondo me, può essere oggettiva nel senso estetico, come si dice l’occhio vuole la sua parte, sicuramente il bello è anche abbastanza oggettivo, ma c’è anche del soggettivo perchè andando in profondità oltre l’aspetto estetico, poi il bello è legato anche a sentimenti, emozioni che si trovano. Il mondo del vino sicuramente consente di vivere il bello della Sicilia in entrambi i modi, sia perchè frequentiamo i posti più belli, bei paesaggi, belle strutture, abbiamo a che fare con qualcosa che non è un prodotto, ma è frutto di passione, perchè nessuno ci ha prescritto di bere vino, ma è anche bello nel senso che ho visto, e questo è motivo di felicità tra l’altro, che il livello umano  medio delle persone nel mondo del vino è molto più alto di quello che si riscontra in tanti altri ambiti lavorativi o di vita. Il mondo del vino, specialmente credo questa nicchia che non ha finalità commerciali spinte, ma è frutto veramente di passione, aggrega ed è attraversato da belle persone. È questo è molto importante perchè il lavoro alla fine è il 70% del nostro tempo ed è fondamentale poterlo condividere con persone con cui si sta bene. Per me è una grande fortuna essere finito o avere scelto alla fine di occuparmi di vino perchè credo che sia bello e renda felici di vivere in Sicilia, mentre, invece, mi rendo conto che in alcune altre professioni purtroppo si è scontenti.

Un giovane siciliano, per affermarsi in Sicilia, di cosa ha bisogno? Bastano le lauree conseguite od occorre altro? Ci sono molti giovani siciliani doc all’estero che ci dicono che non vorranno mai più ritornare, se non per il mare, le vacanze e la famiglia.

Questo è un altro punto importante, io ho vissuto 15 anni all’estero, inizialmente non pensavo di rientrare, all’inizio sono rientrato controvoglia, spinto dal senso del dovere per portare avanti le altre attività,  e sono stato abbastanza infelice e scontento di essere tornato,  finchè non ho fatto questo salto definitivo a tempo pieno nel mondo del vino. Il ruolo di papà è stato molto importante, però c’è da dire che bisogna fare autocritica ed essere realisti,  altre realtà, specialmente all’estero, ma anche in Italia offrono opportunità perchè ci sono delle condizioni di lavoro migliori, diverse e perchè non è un caso se  alcuni Paesi sono più avanti  di noi in quasi tutto. Quindi, non dobbiamo dire la Sicilia è il posto più bello del Mondo, la Sicilia è il posto più bello del Mondo, ma noi non lo abbiamo preso tale, nel senso che effettivamente oggi

è difficile lavorare in Sicilia, però, esistono delle corsie più veloci, esistono dei contesti  in cui, invece, la Sicilia sta tornando ad essere protagonista e oggi si sta scoprendo protagonista, e non è per tornare al discorso vino, gastronomia e turismo, ma queste sono le nostre locomotive, e io quello che vedo è energia, vedo delle prospettive nel nostro settore, vino, enogastronomia, enoturismo che rendono la Sicilia un posto centrale che attrae risorse e persone da fuori, ed è per questo che io credo che siamo all’inizio di un percorso di crescita importante e che questo nostro settore, questo nostro comparto, in tempi abbastanza rapidi, potrà essere motivo di ritorno per tanti giovani. Noi abbiamo quì un ragazzo, Salvo, che era in Scozia, per esempio, abbiamo altre persone che, come noi stessi, hanno fatto esperienze fuori. Non solo stranieri, ma anche italiani vengono sull’Etna per occuparsi di questi nostri tre settori. È fondamentale, però, anche avere un curriculum, perchè, per esempio, quì noi riceviamo al 99%  stranieri, obbligatorio parlare inglese! È fondamentale avere energia e voglia di fare, questo sembra banale ma non è così, non tutti ce l’hanno. Alcuni si siedono, alcuni non hanno le motivazioni giuste, ma anche noi dobbiamo dare l’esempio, lavorando tanto.

È vero che le opportunità stanno incrementando nel nostro campo, però, sta salendo il livello di servizio e ci devono essere persone in grado di soddisfare le esigenze di chi entra da questa porta, di chi beve questo vino.  E, quindi, circondarsi di persone con le competenze giuste, è importante!  Bisogna che tanti comprendano sempre più l’importanza della formazione propria, perchè è vero che alcune aziende, alcuni compatti danno sbocchi, ma ovviamente si fa una selezione delle persone più adatte a ricoprire certi ruoli. Ancora oggi è difficilissimo trovare le risorse giuste. L’importante è formarsi e qualificarsi, anche stando fuori e tornando.

Si avverte, tornando, quel senso di fortuna, di privilegio, perchè si capisce che si è potuto tornare nella propria terra a svolgere un lavoro in un contesto interessante, positivo e anche internazionale.

Ci dica il suo libro preferito, la sua musica che ascolta e il suo film prescelto.

Per quel che riguarda la musica, posso dire tutto tranne heavy metal e il rock e roll pesante. Io ho migliaia di canzoni sul mio i phone, quando entro in macchina metto la modalità random e quello che esce esce, dalla musica classica a quella latino americana, qualche canzone francese, poco italiano, che penso che sia un po’ in declino, ma, ecco, non ho preclusioni. In questo, mio fratello, invece, vuole sempre abbassare la musica e mettere genere diverso. Per quanto riguarda il film, io ho 5 o 6 film che mi piacciono particolarmente, tra questi c’è un film molto bello che si chiama Le ali della libertà con  Tim Robbins e Morgan Freeman che ho visto tantissime volte e che, secondo me, è uno dei film più belli. Per quanto riguarda i libri, ammetto di non essere un grande lettore, io leggo libri legati al mio lavoro, perchè mi fanno migliorare le mie competenze e le mie consocenze. Ho letto di recente  un libro che si chiama understanding wine technology, quindi comprendere la tecnologia della vinificazione, faccio letture attinenti al mio lavoro, mi piace la concretezza,  mi piace avere letture utili nel quotidiano.

Cosa ne pensa del nostro Portale positivo, Buone Notizie dalla Sicilia e qual è il suo messaggio conclusivo che vuol lanciare ai nostri appassionati lettori che ci seguono anche dall’estero?

Io sono una persona enormemente ottimista, positiva, mi piace dare vibrazioni ed energie positive, e credo che tutto ciò che riporti e racconti buone notizie sia veramente nobile e sia d’apprezzare, quindi, io credo sia un bellissimo focus quello delle buone notizie anche perchè tanti amano lamentarsi e non si rendono conto delle tante belle e buone notizie che ci sono. È fondamentale dare visibilità alle buone notizie. Mi fa piacere che il Portale abbia scelto anche me evidentemente siamo portatori di buone notizie e diamo messaggi positivi. Agli appassionati lettori dico che mi ritengo fortunatissimo di essere nato quì, credo che sia un posto che paradossalmente chi ci visita da fuori comprende ed apprezza forse più di chi ci vive. Noi siamo inondati da manifestazioni di affetto, interesse, amore, rispetto e ammirazione da parte di chi ha un contatto con la Sicilia o vieni quì o visita altre parti della nostra bellissima terra, quindi, dobbiamo renderci conto di essere in una collocazione geografica e una regione con cultura, con paesaggi, con enogastronomia con prospettive con belle persone e quindi dobbiamo, nel nostro piccolo, assolutamente mettere da parte eventuali lamentele ed inefficenze e concentrarci sul migliorare ciascuno con il proprio ruolo questa Sicilia, perchè è già dimostrato, in certi ambiti, che è possibile migliorarla. Impegniamoci tutti a fare qualcosa perchè  non bisogna mai abbattersi, mai scoraggiarsi, mai rassegnarsi, ripeto il settore nostro enogastronomia e turismo dimostra che è possibile rendere la Sicilia centrale e luogo di prospettive con l’impegno giusto e soprattutto comunicando e promuovendo il bello della Sicilia, unica al mondo, nel modo giusto. Voler fare e si può fare!

https://vinicolabenanti.it/

Su Facebook vedere la pagina Cantine Benanti


Like it? Share with your friends!

-1
What's Your Reaction?
SARCASTICO! SARCASTICO!
0
SARCASTICO!
DELIZIOSO! DELIZIOSO!
0
DELIZIOSO!
LOVE!!! LOVE!!!
2
LOVE!!!
OMG!!! OMG!!!
0
OMG!!!
PAURA!!! PAURA!!!
0
PAURA!!!
LOL! LOL!
0
LOL!
FUNNY! FUNNY!
0
FUNNY!
WIN! WIN!
0
WIN!

ANTONIO BENANTI, Presidente “filosofo” del CONSORZIO TUTELA VINI ETNA DOC

log in

reset password

Back to
log in