Studenti di Caltagirone premiati dall’Accademia della Crusca ad un concorso di di lettura dantesca


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Caltagirone- Un gruppo di ex studenti del liceo scientifico “Majorana”  di Caltagirone, denominato la “Compagnia dei pelandroni”, conquista per la terza volta il premio di lettura dantesca indetto dall’Accademia della Crusca e dall’editore Loescher. I due prestigiosi enti, organizzano da anni il concorso letterario internazionale “La Selva, il Monte e le Stelle”, per  valorizzare l’opera dantesca, partendo dalla diretta lettura dei canti della Divina CommediaObiettivo del concorso è la realizzazzazione di un video con la lettura o la recitazione integrale di un canto a scelta della Divina Commedia tra quelli messi a disposizione ogni anno.

Gli studenti calatini avevano già partecipoato nel 2015 e nel 2016 riportando straordinarie vittorie. Quest’anno molti componenti del gruppo frequentano diverse università di Italia. Per tal motivo i ragazzi hanno deciso di presentare il video fuori – concorso: cionostante il loro contributo è stato ugualmente caricato e ha ricevuto il massimo punteggio della votazione online aperta al pubblico (4 stelline su 5), oltre che la menzione da parte della giuria di qualità. La premiazione si è tenuta al Salone del Libro di Torino il 22 maggio.

Negli anni precedenti sono stati realizzati cortometraggii sui quarto e ventiduesimo canti del Purgatorio; per il 2017 gli studenti hanno voluto concentrarsi sul quarto canto del Paradiso. ll canto scelto dai ragazzi è incentrato sul dubbio; si svolge nel cielo della Luna, ove risiedono le anime di coloro che mancarono ai voti fatti; Beatrice creca disciogliere i dubbi avanzati da Dante sulle anime; è certamente uno dei canti più dottrinali del Paradiso, una di quelle pagine ragionative. Il primo dubbio espr4esso da Dante riguarda le anime che non hanno adempiuto completamente i voti: se esse hanno dovuto cedere alla violenza altrui, come possono essere considerate responsabili? Il secondo dubbio nasce dalla presenza dei beati nei singoli cieli: allora – si chiede Dante – le anime ritornano nel cielo da cui sono venute, così come afferma Platone? Beatrice affronta per primo questo dubbio, perché lo ritiene più dannoso per la fede. La vera sede dei beati è l’Empireo: essi appaiono nei diversi cieli affinché Dante possa avere una prova sensibile dei loro digerenti gradi di beatitudine, perché l’intelletto umano può apprendere solo ciò che proviene dal dato sensibile. Perciò si deve respingere la dottrina platonica del ritorno di ogni anima nel cielo dal quale si era staccata per entrare nel corpo. Per spiegare la responsabilità delle anime della prima sfera che hanno mancato ai loro voti, Beatrice distingue una volontà assoluta e una volontà relativa. La prima non vuole in alcun modo il male, la seconda si piega ad un male per evitarne uno peggiore: così fecero appunto gli spiriti del primo cielo, laddove invece avrebbero dovuto opporsi con tutte le loro forze alla violenza (ritornando, per esempio nel caso di Piccarda e di Costanza, al convento dal quale erano state fatte uscire). Dopo aver innalzato un inno di lode e di ringraziamento a Beatrice, Dante rivolge alla donna amata una nuova domanda, alla quale ella risponderà nei canto seguente

Come negli altri filmati presentati dagli studenti calatini, anche in questo video, la tematica mafiosa viene affrontata alla luce delle parole del sommo Vate. “Ci rendiamo conto di quanto sia importante rendere attuale il messaggio di Dante – dice Samuele Drago – Cosa vogliamo esprimere? Perché ci sentiamo così interessati? Cos’è che ci fa muovere?“, si chiede. “È voler trasmettere qualcosa, dire basta, denunciare. Una ribellione – elenca – E lo facciamo anche inserendo elementi che riguardano la nostra realtà. Le vittime di mafia, il periodo delle stragi, ci toccano profondamente, anche se non abbiamo vissuto quegli anni. Capiamo come ci hanno condizionato e continueranno a condizionarci anche in futuro“. “La rappresentazione di Beatrix  è nata dalla volontà di innovare l’estetica con cui si presenta la divina. Dante parla di concetti e idee assolutamente attualizzabili, ma per far ciò è necessario presentare il tutto con uno stile più vicino ai nostri giorni, più legato al presente e proiettato al futuro: dal passato si impara, ma bisogna costantemente cercare di rinnovare il modo in cui si presentano le cose per non scadere in una ripetizione passiva. La fase di creazione nasce sempre da momenti particolari, da canzoni, da tanti indefiniti elementi che insieme si condensano in un’immagine mentale da riportare su mezzi materiali”. Abbiamo deciso di trattare all’interno del cortometraggio – precisa Samuele Drago, direttore della fotografia e studente di Economia a Trento – il tema della mafia visto che nel canto si fa riferimento all’inadempienza dei voti e ai martiri. Nel progetto c’era l’idea di concentrarci su varie pagine di storia italiana che hanno avuto per protagonisti episodi di ingiustizia e violenza per dare al nostro lavoro un ampio respiro. Purtroppo, però, per problemi logistici e di tempo abbiamo alla fine deciso di concentrarci sui fenomeni che hanno coinvolto la Sicilia, inserendo alcune scene del murales presente all’esterno del carcere di Piazza Lanza con i volti di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle altre vittime. Dobbiamo ringraziare il nostro professore di Italiano che ha sempre creduto nelle nostre potenzialità, anche adesso che non siamo più suoi alunni, facendoci capire l’importanza di andare oltre la spicciola lezione”.

Il gruppo di attori ha dovuto affrontare diverse difficoltà, legate alla condizione di non trovarsi più nello stesso liceo. Così nel breve tempo di una settimana, a cavallo delle vacanze pasquali, gli studenti hanno girato e montato il filmato.

Un bellissimo progetto che dà risalto alle doti di tanti talentuosi studenti siciliani e alle loro brillanti capacità di innovare.

 

 

Guarda il video che hanno realizzato: https://youtu.be/eF4mC3Emk8I.

 

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