Straordinari ritrovamenti archeologici alle Egadi


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Il-Rostro-Egadi-12-al-momento-del-ritrovamento_photo-Richard-Lundgren_GUE-e1507277526136Trapani- Dagli scorsi mesi, un team di ricercatori e specialisti è impegnato in immersioni ad una profondità tra gli 80 e i 100 metri al fine di esplorare i fondali che furono teatro della Battaglia delle Egadi del 241 a.C.

Il progetto mira a portare alla luce ulteriori tracce della storia della Battaglia e degli uomini che la combatterono.

La campagna di ricerche subacquee è condotta in collaborazione con la GUE, l’ex Stabilimento Florio della tonnara di Favignana, l’Amp Isole Egadi, il Polo museale di Trapani, il ROAN Reparto Operativo AeroNavale della Guardia di Finanza e il Comune di Favignana.

Dopo avere documentato il rostro “Egadi 9” già individuato nel 2012 dalla RPM Nautical Foundation e in attesa di recupero, la ricerca è continuata in maniera sistematica sullo stesso areale dove è stato rinvenuto il nuovo rostro. Il reperto in bronzo, si trova adagiato sul fondo e si presenta integro e in ottime condizioni. La perfetta sinergia tra la Soprintendenza del Mare e la GUE – Global Underwater Explorer continua a dare risultati eccellenti. Già nel 2014 e nel 2015 da questa collaborazione sono arrivati notevoli risultati dalle esplorazioni effettuate alle Isole Eolie dove sono stati indagati relitti antichi profondi nei fondali di Panarea e di Lipari.  A tredici anni di distanza dal sequestro del primo rostro, che avviò le ricerche subacquee sistematiche, avvirne un altro prezioso ritrovamento: nelle scorse ore, a 80 metri di profondità, nei fondali a nord – ovest dell’isola di Levanzo, è stato ritrovato il 12° rostro pertinente la Battaglia delle Egadi. A pochi metri dal rostro è stato individuato un elmo in bronzo del tipo Montefortino che si va ad aggiungere agli altri otto ritrovati e recuperati nelle precedenti campagne di ricerca. Vedi anche: http://www.buonenotiziedallasicilia.tv/ritrovate-nel-mare-gela-6-probabili-navi-greche/.

Il reperto presenta la novità assoluta, tra i 12 finora identificati, di avere la parte lignea della prua della nave all’interno. La sua estrazione e conseguente studio darà preziose informazioni sulla tecnologia navale adoperata per costruire le navi da guerra in quel periodo. Si notano le parti finali della chiglia, del dritto di prua, delle due cinte laterali e della trave di speronamento.

Per la prima volta, sia l’indivuazione che il recupero di un rostro viene effettuato direttamente con l’intervento dell’uomo sul fondale; i precedenti ritrovamenti e recuperi sono stati infatti effettuati utilizzando indagini strumentali e sistemi di recupero meccanici. E’ stato inoltre recuperato un elmo romano del tipo Montefortino che si aggiunge agli altri ritrovati nelle campagne precedenti condotte in collaborazione con la società statunitense RPM Nautical Foundation

E’ stato effettuato dai subacquei il posizionamento dei reperti e la documentazione video fotografica. Inoltre per la prima volta i fotografi della Global Underwater Explorer hanno realizzato una fotogrammetria tridimensionale del rostro nel luogo di ritrovamento. Si è ottenuto quindi un modello 3D ad alta risoluzione di grande impatto scenografico ma di notevole utilità per le prime analisi scientifiche.

Il Soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, si dichiara molto soddisfatto di questo ennesimo successo nei luoghi della Battaglia delle Egadi.

“E’ un risultato eccezionale sia sotto il profilo scientifico poiché aggiunge altri reperti a quelli già noti e recuperati che certamente potranno apportare nuovi dati tipologici, tecnici e epigrafici decifrando le iscrizioni che certamente si trovano sui nuovi rostri. E’ anche un ulteriore rafforzamento dei dispositivo di tutela localizzando i nuovi reperti e, infine, ci gratifica poiché rende più incisiva e fruttuosa quella collaborazione internazionale che da sempre costituisce uno dei punti di forza più coltivati dalla nostra Soprintendenza. C’è anche da sottolineare che ancora una volta si ribadisce la correttezza del percorso metodologico adottato che vede un eccellente esempio di giusto equilibrio fra ricerca strumentale e intervento diretto dell’uomo”.

Queste ultime scoperte si aggiungono alle tante effettuate nel passato  che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Gaio Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di Roma su Cartagine.

Sono tornati alla luce autentici frammenti di storia antica in forma di dodici rostri bronzei di antiche navi da guerra, nove elmi bronzei, centinaia di anfore e reperti di uso comune.

Le indagini, ancora in corso, proseguono nei fondali delle Isole Egadi
fino al 15 ottobre 2017.

Questa importante scoperta conferma la veridicità dell’ipotesi e aggiunge un tassello importante al patrimonio culturale della Sicilia.

Isole Egadi: www.favignana.biz 

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