LAURA SICIGNANO: “ENERGIA VERDE” per lo Stabile di Catania


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teatro stabile ctdi Antonio Omero

La Direzione del Teatro Stabile di Catania si veste di rosa. Viene selezionata dal CdA su 57 candidati la combattiva Laura Sicignano, 50 anni, milanese di nascita e formazione, fondatrice e anima del Teatro Cargo di Genova. Per noi è decisamente una buona notizia per la nostra Sicilia e non ci siamo fatti scappare la possibilità d’intervistarla, dopo averla incontrata al Palazzo della Cultura a Catania per la presentazione del nuovo prestigioso cartellone artistico 2018/2019.

Un cambio di rotta deciso quello operato dal Teatro Stabile di Catania che ha selezionato una donna e per di più “forestiera” per farlo tornare agli splendori. Laura quando le hanno comunicato la scelta, cosa le è scattato dentro?  Paura,  felicità o voglia di lavorare a Catania?

Forse un insieme delle cose, allora, paura no, sono stata felice di aver avuto un’opportunità di fare qualcosa di nuovo, di risanare un organismo in grande difficoltà. Io sono una risolutrice di problemi, di temperamento e di vocazione e di curriculum, ho fondato teatri da cui non c’era nulla, ho creato pubblici dove non ce n’erano, quindi, la prospettiva di lanciarmi in una sfida di ricostruzione era molto allettante. Conoscevo Catania da ragazzina, essendoci venuta in vacanza, ho un ricordo  molto positivo e conosco piuttosto bene la Sicilia come turista, però sicuramente lavorare in un posto e venirci in vacanza è cosa ben diversa. So che l’impegno è grandissimo, spero di vedere dei risultati molto concreti entro la fine di quest’anno, anche se già sto avendo buoni riscontri. 

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=fvmkcq5Tx1Y&t=3s

Noi amiamo la positività e non pubblichiamo polemiche sterili di personaggi molto discutibili ed inutili per il bene della collettività. Ci spieghi qual è il suo progetto sia artistico sia di marketing per il rilancio del nostro prestigioso Teatro, sull’orlo del risanamento economico, ma ricco di una storia molto intensa

Dunque, diciamo che il progetto artistico è mirato ad una riforma che non può essere una rivoluzione che si compie nell’arco di una stagione, perché trattasi di Teatro Stabile, ma, diciamo, un processo d’innovazione che si può e si deve sviluppare nell’arco di due o tre anni, questo perché, ovviamente noi vogliamo consolidare il pubblico affezionato, ma vogliamo anche portare un pubblico nuovo, di giovani, che mancano un po’ al nostro Teatro, quindi dobbiamo pensare anche ad un ricambio generazionale. E come si fa un ricambio generazionale? Prima di tutto mettendo in scena artisti di generazione diversa, perché i giovani vanno a vedere i giovani, principalmente, poi attraverso anche una educazione critica ad un teatro innovativo, che non significa un teatro elitario ed esclusivo, ma un teatro popolare ed inclusivo che però parli di tematiche che riguardino uno spettatore contemporaneo. Non sto bandendo i testi classici, ma sto dicendo che voglio dare largo ai nuovi registi e alle nuove interpretazioni e a una nuova drammaturgia. Una cosa che mi piacerebbe fare è, appunto, valorizzare nuovi talenti sia del territorio sia quelli che dal territorio sono andati via, perché non sono riusciti e magari hanno trovato riconoscimenti importanti altrove in Italia e all’estero. Ce ne sono tanti siciliani che hanno avuto premi e riconoscimenti importanti altrove, mi pare giusto che invece tornino, e siano riconosciuti, divenendo elementi positivi e di propulsione anche per chi, invece, rimane qui e va lo stesso valorizzato.

Marketing? Sicuramente, bisogna motivare sempre di più il personale che ultimamente ha avuto impicci per non essere affatto motivato, quello che sto facendo io è anche tutto un lavoro sulla rimodulazione della pianta organica per cercare di ottenere il massimo rendimento da ciascuno, valorizzando la capacità e i talenti quindi, per un direttore è importantissimo mettere su una squadra! Poi occorre avvalersi anche di forme di finanziamento diverse da quelle tradizionali: ci sono bandi, ci sono risorse che si possono tentare anche a livello europeo, facendo rete anche con altri soggetti del territorio, ma anche con altri soggetti del territorio nazionale ed internazionale, in modo da attingere anche a finanziamenti diversi da quelli classici. Devo capire ancora, perché questo non mi è ancora chiaro, com’è la risposta del privato sul territorio, perché chiaramente il territorio ha un tessuto imprenditoriale diverso come quantità e qualità e volontà poi di rispondere, è chiaro che lo sponsor investe su un teatro che ritiene sano, per cui la prima cosa è sanare il teatro, e lo stiamo facendo, e avere un’immagine positiva e riconquistare la fiducia che era stata persa. Però, da quello che vedo oggi abbiamo una campagna abbonamenti che registra il più 30% e questo è un dato molto importante di riconquista di una fiducia.               

La parola teatro significa “spettacolo” dal verbo θεαομαι (théaomai, ossia “vedo”)  dove dal “vivo”  si eseguono eventi spettacolari, ma appunto il suo significato semantico mi spinge a chiederle cosa lo spettatore deve “vedere” nel teatro e cosa il teatro può vedere nella gente che accorre per nutrirsi di esso?  

Allora, io penso che debba scattare, come dire, un’empatia tra scena e platea, instaurando un dialogo in cui lo spettatore si identifichi e veda che sul palco si parla in qualche modo di lui, dei grandi temi che attirano anche l’antropologia, ma anche uno spettacolo che spinga ad appassionarsi anche a temi fortemente contemporanei che si dibattono anche sulle pagine dei giornali come la legalità, il diritto delle donne, le famiglie che si trasformano, l’arrivo di nuove culture, l’incontro scontro con nuove culture, tutte tematiche che, secondo me, trattate in teatro e ritrasformate anche in poesia, possano essere approfondite veramente anziché diventare dibattito sterile, chiassoso, aggressivo, suscitare solo violenza e tensione sociale. Io credo che il teatro possa essere un luogo dove il conflitto sociale possa essere elaborato e risolto.  Credo che il teatro debba tornare ad essere questo, mi piacerebbe fare è questo, compatibilmente con una situazione che non è normale. Noi non siamo in un teatro normale, siamo in una anomalia, stiamo cercando di uscire da una anomalia con grandissimo sforzo, vediamo la luce  in fondo al tunnel, l’eccezione è riuscire a fare stagione, questo è eccezionale oggi per il Teatro Stabile di Catania.  L’eccezionalità è riuscire a fare una tournee o riuscire a produrre degli spettacoli, questo è quello che sta succedendo grazie allo sforzo di tutti i lavoratori. Usciremo dall’anomalia e rientreremo nella normalità e quindi potremo fare anche tante altre cose, tra cui, dicevo, creare delle reti che vorrei sempre più intense anche a livello territoriali con altre realtà che si occupano di sociale, di diversità, di benessere, di filosofia, di saperi, di scuola, di università, anche a livello nazionale, ma anche inter accostabile, per uscire da una provincia, valorizzando il territorio, ma anche per entrare in una prospettiva, come minimo, nazionale.

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=vbWSlfjT-zc&t=536s

La sua affermazione il teatro è il cuore pulsante della Polis mi affascina e le chiedo come riuscirà ad avvicinare la Catania metropolitana al suo Teatro Stabile, con quale strategia magica vorrà conquistare ed avvicinare i catanesi al teatro “qualificato”?

In parte ho già risposto. Una programmazione che parli del presente, quindi vicina anche ai giovani, e poi avviare delle iniziative collaterali anche fatte al di fuori del teatro, per portare il teatro fuori dal teatro, nei luoghi chiave della città, che possono essere veramente dalle chiese alle università, alle periferie, agli ospedali, veramente io a Genova ho fatto le cose più strane, il teatro in porto, in carcere, tra i rifugiati, e viceversa. Un’osmosi di relazioni dove il teatro andava in questi luoghi e poi questi luoghi tornavano a teatro. Quindi, questo è molto vitale.

Sarà “SCINTILLE”, suo testo e regia, con Laura Curino bravissima, per una produzione dello Stabile di Catania, ad aprire il nuovo Cartellone 2018/2019, come mai questa scelta artistica?

Un direttore di uno Stabile può fare una prestazione artistica all’anno e non di più, quindi, io sono regista, una regia all’anno e basta! Quest’anno, vista la mole di lavoro gestionale ed organizzativo, non potevo impegnarmi in una regia nuova, quindi, ho ceduto un mio piccolo spettacolo storico al Teatro Stabile di Catania. Questo spettacolo ha avuto un successo straordinario,  è stato rappresentato a New York, a Montevideo, è stato tradotto in 4 o 5 lingue, ha vinto premi, è stato allestito anche in Francia con attrice francese, insomma è uno spettacolo molto fortunato, ma al tempo stesso molto piccolo! È un modo per presentarmi alla Città con un’attrice con cui ho lavorato molto bene, che io stimo molto, e con tematiche che mi stanno molto a cuore, che sono la storia di eroi dimenticati, la storia delle donne, le storie vere, la storia degli umili, dei perdenti, se vogliamo, che fa la grande storia, e, quindi, questo spettacolo, anche se è molto piccolo, riassume un po’ chi sono io e qual è il teatro che mi piace. È un esempio di chi è questo nuovo direttore, è una presentazione.

A rileggere il Programma del Cartellone c’è solo PENSACI GIACOMINO di Pirandello, come autore siciliano, e ciò è motivato da un taglio più internazionale che lei vuole dare al nuovo Teatro Stabile catanese?

Si, ripeto, senza perdere le radici, vediamo anche di andare fuori, ma è anche un po’ una richiesta del pubblico, lasciamo a chi lo chiede il patrimonio letterario culturale di questa terra, ma diamo, anche, insomma, la possibilità a nuovi autori, e questo la faremo sempre di più, di mettersi alla prova.

Ancora da una sua piacevole affermazione Il teatro deve attirare, non deve creare distanze, deve essere una forza propulsiva di creatività, le chiedo come riuscirà a realizzare questo tipo di rivoluzione a Catania, attivando quale nuovo sistema d’informazione e di accoglienza?

Quì c’è un po’ tutto da rifare! Anche a livello di comunicazione, si tratta proprio di partire da zero.  Ho anche molto bisogno del vostro aiuto per lanciare questo nostro messaggio, esistiamo, siamo aperti, gli spettacoli che noi facciamo, il teatro funziona… è chiaro che è un flusso continuo, più guadagniamo la fiducia e più riusciamo a fare  attività, a settembre vorrei fare una festa in teatro, non è che sia semplice, però può essere un momento ludico d’incontro, c’è anche un pubblico nuovo in un luogo informale, dove il teatro non è più ingessato, ma anche molto giocoso, che poi prelude anche a idee che possono nascere anche così casualmente, che poi possono diventare belle idee, e creare legami tra le istituzioni, perché quello siamo, in realtà le linee istituzionali sono più libere, lo Stabile poi non è molto libero, e, quindi, questo collegamento tra realtà più libere, più anarchiche e le istituzioni portano un vantaggio reciproco, perché a noi dà la vitalità, dà più sostegno, perché la libertà entra e crea anche la stabilità e quindi, comunicandoci, ci si può, invece, rivitalizzare vicendevolmente. Quello che dobbiamo assolutamente conquistare è il rapporto con il pubblico nuovo e giovane, non può mancare.

Lei certamente conoscerà  la drammaturgia siciliana, le chiedo, pertanto, che posto avrà nella futura programmazione del “nostro” Teatro?

Ma ce l’avrà, magari noi siamo anche alla ricerca di autori siciliani viventi, giovani, nuovi che hanno vinto un premio fuori, oppure autori siciliani  che magari non sono rappresentatissimi, aprire anche nuove strade, oltre a quelle più classiche. Andiamo alla ricerca anche di quello che è meno praticato, anche di strade diverse, può essere interessante.

La prestigiosa Scuola di Formazione “Umberto Spadaro” che ha formato e sfornato diversi bravi attori catanesi e siciliani, si rinforzerà e avrà ancora lunga vita? E la ricerca dei talenti nostrani sarà anche al centro della sua attività dirigenziale e come avverrà tutto ciò?

In questo momento la Scuola non può essere una delle nostre priorità perchè economicamente non ci sta! Però, io non la penserei come la scuola che era, tanto meno come le altre Scuole legate ai Teatri stabili che ci sono nel nostro Paese, perché ce ne sono troppe e immettono nel mercato del lavoro troppi disoccupati. È un po’ brutale, ma purtroppo è la verità. E mi sembra di fare la fotocopia di qualcosa che esiste già non solo in Italia, ma anche in Sicilia, non mi sembra una strada vincente. Mi sembra, invece, che bisognerebbe inventare, bisogna reperire i finanziamenti, più che la classica scuola dove s’insegna recitazione, dizione, ecc, una scuola di alta formazione, con il sistema del master class,  dove intervengono registi italiani e non solo, ma dedicata ad attori già formati che possano avere un’esperienza d’incontro con registi di grande qualità che possano alzare il loro livello di formazione, così anche possono riconoscere registi che li possano portare con loro a lavorare.

Quindi, io la vedo di più come un’esperienza così di master class, che si svolga in qualche periodo dell’anno, non tutto l’anno,  con quattro o cinque registi anche di generazione vicina. Che possano dare qualcosa agli attori, farli crescere e dare un’opportunità d’incontro. Con un progetto sostenibile economicamente, quindi, non più una scuola inutile che non da più niente a nessuno.

Se lei volesse rivolgersi a chi non è mai venuto a “vedere” alcuno spettacolo al Teatro Stabile di Catania per invogliarlo a cambiare rotta, cosa gli direbbe?

Il tipo di teatro che deve proporre uno stabile è un teatro che in qualche modo rimette in moto le sinapsi, cioè dovrebbe essere un teatro che non sia soporifero, che alimenta la noia, quel tipo di teatro che si dimentica dopo 5 minuti che lo hai visto, all’uscita della porta. Ma deve essere un teatro che ci lascia qualcosa, una riflessione, anche una critica, un’emozione, anche un po’ di poesia. L’obiettivo è quello di ospitare e produrre teatro d’arte! Il teatro è difficilissimo, farlo è difficile, ma  capirlo è anche difficile. Però bisogna cercare di arrivare a tutti i livelli, non credo che si debba produrre un teatro che ad un livello minimo arrivi anche allo spettatore più ingenuo. Questo è il grande successo.

Nel 1999 ho fondato a Catania La Casa dei Poeti che ha ospitato tanti abitanti, giovani e di tutte le età, secondo lei,  la poesia e la fruizione di essa potrà mai fare parte in una programmazione teatrale, dal momento che vaga per le vie infinite senza rispetto?

La parola poesia è ritornata più volte in questa nostra intervista, la nostra volontà di creare ponti con altre realtà vitali del territorio c’è, quindi, parliamone, parliamo di un progetto concreto.

Io vedo in lei forza, determinazione, tanta bellezza interiore ed esteriore, luce di spirito e voglia di aggregazione, le auguriamo come BUONE NOTIZIE DALLA SICILIA tanta fortuna e produttività per il bene di tutti i lavoratori del Teatro Stabile di Catania, e le chiediamo un suo parere sincero sul nostro Portale positivo che ha cambiato la rotta dell’informazione siciliana, tutta puntata sul Commissario Montalbano e distorsioni culturali e sociali?

Allora, positività genera positività, come i brasiliani, la gentilezza genera gentilezza, io ci credo veramente in questa vostra iniziativa, nel senso che lamentarsi porta a poco, porta malessere e non è costruttivo, una visione positiva e costruttiva è vincente!

Lasci un suo messaggio libero ai nostri Video lettori.

Spero che, grazie anche al mio arrivo, alla formazione di una squadra e ad una nuova stagione a livello nazionale si riconquisti la fiducia della Città  e vi aspettiamo al teatro. Sicuramente io ce la sto mettendo tutta! Siamo qui per risolvere i problemi! Grazie.

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=hEBMA_vv1_8

Alleghiamo alla presente intervista un Curriculum di Laura Sicignano

Nuovo Direttore del Teatro Stabile di Catania.

  • Diploma 60/60 al Liceo Andrea Doria di Genova.
  • Laurea in Storia del Teatro all’Università Cattolica di Milano (110 e lode) con una tesi sul Nuovo Teatro Italiano degli Anni Ottanta, relatore Prof. Sisto Dalla Palma. Frequenta la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Si mantiene agli studi grazie a borse di studio vinte per le votazioni raggiunte e ai lavori svolti dall’inizio dell’Università. A 22 anni diventa giornalista pubblicista. Dopo 2 anni lascia quest’attività per dedicarsi al palcoscenico.
  • Durante l’università è assistente alla regia di alcuni tra i più importanti registi del panorama italiano all’inizio degli Anni Novanta a Milano, Firenze, Bari (Alfonso Santagata, Claudio Morganti, Federico Tiezzi – Compagnia Magazzini -, Elio De Capitani – Teatro dell’Elfo).
  • Una volta laureata, lavora per quasi 2 anni al Teatro della Tosse di Genova come assistente alla regia di Tonino Conte e come organizzatrice. Lavora poi per 6 anni al Teatro Stabile di Genova, con diverse mansioni di organizzazione, sotto la direzione di Ivo Chiesa. Intanto, nel 1994, fonda e dirige TEATRO CARGO, per cui ad oggi ha firmato oltre 40 regie e la maggior parte dei testi.
  • Da sempre è presidente e legale rappresentante del CARGO, coniugando perciò ruolo artistico e responsabilità imprenditoriali.
  • I suoi spettacoli trattano di Storia e Memoria, storia delle donne e di eroi dimenticati, grandi viaggi nello spazio e nella mente. Sono interpretati da nomi notissimi o da nuovi talenti. Nel 1999 ottiene per TEATRO CARGO il sostegno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come una delle 15 compagnie giovani più importanti di Italia.
  • Il Ministero continua oggi a riconoscere il TEATRO CARGO come Impresa di Produzione nell’ambito della Sperimentazione. Per il CARGO, dal 1994 ad oggi, ottiene il sostegno economico di: E.T.I – Ente teatrale italiano, Comune di Genova, quattro Province Liguri e Regione Liguria, Fondazione CARIGE, COMPAGNIA DI SAN PAOLO, sponsor privati.
  • Dal 1994 come direttrice del TEATRO CARGO ha fatto lavorare centinaia di giovani attori, tecnici, organizzatori, moltissimi del quali al loro primo contratto: il CARGO predilige la valorizzazione di nuovi talenti e dei talenti femminili. Nel 2002 ottiene dal Comune di Genova la gestione del TEATRO DEL PONENTE e poi del TEATRO DI VILLA GALLIERA, il teatro più antico della Liguria. L’apertura dei teatri da parte di Sicignano dove prima non c’era alcun presidio culturale, contribuisce in modo significativo al risanamento anche sociale del territorio periferico di Voltri.
  • Il TEATRO DI VILLA DUCHESSA DI GALLIERA era rimasto chiuso per decenni. Sicignano nel 2010 concorre al reperimento di un importante sponsor (Compagnia di san Paolo) per il restauro di questo teatro, che viene perciò restituito alla città nella sua bellezza originaria. Entrambi i teatri si trovano a Voltri, l’estrema periferia di Genova, zona non priva di elementi di disagio. Nonostante la posizione svantaggiata, in questi due spazi Sicignano organizza da oltre un decennio stagioni teatrali di massimo rilievo, con spettacoli ospiti in arrivo da tutta Italia, laboratori, debutti conferenze, mostre, eventi, privilegiando la nuova drammaturgia e le novità italiane.
  • Nel 2008 è direttrice e produttrice del Festival COLLASSO ENERGETICO, un festival diffuso in varie locations di Genova tra teatro e scienza, dedicato al tema dell’ambiente. Nel 2009 crea e produce un Festival di analoghe dimensioni del precedente, dal titolo MUTAZIONI, sul tema del corpo femminile, tra teatro e sociologia. Entrambi i Festival registrano circa 10mila presenze in 15 giorni ciascuno. Nel 2004 è ideatrice, regista, autrice e produttrice dello spettacolo evento PARTENZE, uno spettacolo in mezzo al mare, per GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA. Lo spettacolo si svolge a bordo di una gru galleggiante del 1914, raggiungibile solo via mare. Nel 2008 è ideatrice, autrice, regista e produttrice dello spettacolo evento DONNE IN GUERRA, uno spettacolo a bordo del trenino storico Genova Casella. DONNE IN GUERRA viene ripreso fino al 2016, a grande richiesta del pubblico.
  • Per questo spettacolo Sicignano vince il Premio internazionale Les Eurotopiques 2014 per la regia, classificandosi prima su 110 compagnie europee: lo spettacolo viene perciò rappresentato in Francia e Belgio. Vince anche il Premio Fersen alla Regia 2015 (Milano). Nel 2013 lo spettacolo viene rappresentato al Fabbricone di Prato, nell’ambito di una “personale” dedicata a Laura Sicignano dal Teatro Metastasio, Stabile della Toscana.
  • Oltre ai precedentemente citati, i suoi spettacoli di maggior successo, prodotti dal TEATRO CARGO sono stati: AMERICAN PSYCO (1996) di cui è regista e autrice. Interprete Luca Bizzarri. LE ZIE (1999) – autrice e regista. QUESTA IMMENSA NOTTE (2011), tradotto da lei dall’inglese, per la prima volta in Italia, dedicato al tema del reinserimento sociale delle detenute. Traduttrice e regista. (Vince il Premio nazionale Sonia Bonacina 2014 – Milano).
  • Lo spettacolo viene segnalato tra i 10 migliori della stagione 14/15 da milanoteatro.it LA STREGA (2004), di cui è autrice e regista (Vince Premio Nazionale Inventaria 2015 – Roma). L’ODISSEA DEI RAGAZZI (2011), spettacolo che dà il via ad un progetto teatrale professionale unico in Italia, condotto con un gruppo di rifugiati minorenni. Autrice e regista. Lo spettacolo viene rappresentato anche di fronte al Ministro Kyenge. SCINTILLE (2012) di cui è autrice e regista. E’ interpretato dalla notissima attrice Laura Curino. Oltre ad una lunga tournée italiana è rappresentato anche a New York, Montevideo, Parigi. Vince il Premio parigino 2014 “Aide à la création du Centre National du thèâtre” che consente la produzione dello spettacolo anche in Francia, a Lille, con un cast francese e la regia di Sicignano.
  • Lo spettacolo vince anche il Premio Nazionale Fratelli Cervi (2014). TRA I VIVI NON POSSO PIU’ STARE, 2013 (regista), un evento sull’Olocausto coprodotto con Palazzo Ducale, Comunità Ebraica, Goethe Institut, Teatro Stabile di Genova, Centro Primo Levi, Conservatorio di Genova, Accademia delle Belle Arti di Genova. Lo spettacolo, tratto da L’Istruttoria di Peter Weiss, vede coinvolti circa 60 studenti di Conservatorio ed Accademia, accanto al personale professionista del CARGO. Fin dal suo debutto, viene ripreso ogni anno a Genova al Teatro del Ponente.
  • COMPLEANNO AFGHANO (2014), testo scritto a quattro mani con il giovane rifugiato afghano Ramat Safi; ha vinto i premi nazionali Le acque dell’etica e Pervocesola. Centinaia di repliche in Italia e Svizzera. LA DIVA (2014), ispirato al romanzo di S. Maugham, ha avuto come interprete Elisabetta Pozzi. Sicignano è qui regista e autrice. VIVO IN UNA GIUNGLA DORMO SULLE SPINE di Sicignano vince il Premio alla traduzione in Francia presso la Maison Antoine Vitez, Parigi, 2015.
  • Viene selezionato dalla direzione del Teatro Alexandrinsky per l’evento “Letture europee” nel dicembre 2015 a San Pagina 2 Pietroburgo in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo: viene perciò messo in scena in russo con un cast russo. Vince il Primo Premio Inedito 2016 al Salone del Libro di Torino e il Secondo Premio Fratti, New York 2016. Verrà prodotto nel 2017 da TEATRO CARGO, protagonista Amanda Sandrelli, regia Sicignano, debutto al Festival di Borgio Verezzi. Il testo è tradotto in inglese, tedesco, russo, francese. BUIO A MEZZOGIORNO (2016) dal romanzo omonimo di A. Koestler, prodotto dal Teatro della Tosse, vede Sicignano regista e autrice. Nel 2017 firma la regia di ANDY WARHOL SUPERSTAR coproduzione Teatro della Tosse / Teatro Cargo. I suoi spettacoli ed eventi hanno sempre avuto eco nazionale sui media e tournée nazionale, toccando più volte Milano, Roma, Napoli, Torino.
  • Nel 2013 Sicignano ottiene l’ingresso del CARGO in due importanti associazioni teatrali internazionali. Si tratta di: ETC, European Theatre Conference e LUDEN, Local Urban Development European Network. Nel 2016 inserisce il CARGO nella rete italiana CRESCO, dedicata ai teatri più innovativi del nostro paese. Altre attività Come consulente della Fondazione regionale per la Cultura e poi della Fondazione Palazzo Ducale di Genova, ha ideato e diretto il progetto per un importante Bando della Compagnia di San Paolo, vinto per il 2013/2014: RETE DEI TEATRI STORICI DI LIGURIA, un viaggio tra arte e paesaggio, dedicato a turisti e cittadini, alla riscoperta di un patrimonio materiale e immateriale della nostra storia.
  • Per “teatri storici” si sono intesi palcoscenici costruiti entro fine Ottocento. Obbiettivo del progetto è la valorizzazione dei teatri storici in Liguria e la loro messa in rete con la possibilità di effettuare visite e avere l’occasione di conoscere un aspetto non irrilevante del patrimonio artistico e culturale della Regione.
  • Per questo progetto, Sicignano si occupa di organizzare laboratori didattici, incontri e conferenze, borse di studio, visite guidate, un sito web e attività di animazione e intrattenimento dal vivo.
  • Il progetto si è svolto tra il 2013 e il 2016. Ha collaborato dal 2009 al 2011 con l’Editore Laterza, presentando tre cicli di conferenze a Palazzo Ducale.
  • E’ consulente del Museo Etnostorico della Stregoneria di Triora, per cui ha realizzato come regista e autrice alcuni cortometraggi. aggiornato a luglio 2017.

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