Il ragusano Giancarlo Licitra, secondo produttore mondiale di farina di carrube


carrube

licitra carrubeRagusa- Giancarlo Licitra, 54enne di Ragusa, è il secondo produttore di farina di carrube a livello mondiale.

Dopo la laurea in Economia e commercio presso l’Aeneo di Catania, Licitra ha conseguito un master a Roma in Direzione aziendale ed è stato poi assunto dalla Ford Europa per la quale, dopo un breve periodo in Inghilterra, ha lavorato per circa 4 anni in Italia. Poco dopo gli è venuta la voglia di ritornare nella sua terra, nella sua città per prioseguire, con innovazione, la tradizione familiare. Il padre di Giancarlo Licitra si occupava della commercializzazione all’ingrosso di carrube. Successivamente la famiglia ha realizzato il primo impianto di stoccaggio in Sicilia sud orientale. Venticinque anni dopo nacque la Carrube Kibbling Flora che in breve tempo divenne il più importante fornitore di semi di carruba in Italia.  Lui, Giancarlo, ha deciso di passare dal prodotto iniziale a quello finito, non dedicandosi solo commercializzazione della carruba ma alla trasformazione del prodotto tracciato fin dalla coltivazione (5.000 gli alberi di carrubo piantati nel 1998 su 35 ettari e innestati nel 2008 con diverse cultivar in collaborazione anche con l’Università di Catania) producendo una farina che oggi viene usata come stabilizzante e si trova in quasi tutti i prodotti alimentari: dalle salse ai condimenti, ai gelati.

Nel 2001 ha dunque fondato nella zona industriale di Ragusa la sua azienda, la Lbg Sicilia Ingredients, ovvero le iniziali di locust bean gum, la gomma di semi di carrubo spesso indicata con una sigla in moltissime etichette alimentare: E 410.  Qui produce l’ E 410, l’additivo alimentare che serve come addensante per una vasta gamma di alimenti ed è destinato alle grandi industrie alimentari. 

Oggi l’azienda ragusana fattura oltre trenta milioni di euro l’anno ed esporta in oltre sessanta diversi Paesi in tutto il mondo, Cina compresa. Il team è formato da30 dipendenti, e dispone di uno dei più moderni impianti per la lavorazione al mondo con una capacità di 3.000 tonnellate l’anno oltre ad una divisione aziendale destinata esclusivamente alla ricerca.

Un esempio vincente, quello di Licitra del fatto che si può fare impresa sana in Sicilia, con innovazione, con tecnologia, con lo sguardo puntato sempre a un miglioramento della sicurezza alimentare e allaqualità del prodotto.

Il Carrubo è una pianta originaria del bacino meridionale del Mediterraneo. La sua coltivazione pare ebbe inizio al tempo dei Greci, che la estesero in Sicilia; ma furono gli Arabi che ne intensificarono la coltivazione e la propagarono fino in Marocco e in Spagna. Altri Autori sostengono che l’originaria diffusione del carrubo in Sicilia sarebbe dovuta ai Fenici, che della Sicilia furono i colonizzatori più antichi e provenivano da territori, quali il Libano, dove il carrubo può considerarsi originario. Nella seconda metà del Settecento il carrubo trova il suo “habitat naturale” in Sicilia ed in particolar modo nella fascia di territorio compresa fra le valli del Dirillo e dell’Anapo, nei territori cioè di Modica, Ragusa, Scicli, Comiso, Noto e AvolaAttorno al carrubo ruotava la vita economica di tantissime famiglie iblee. Ancora oggi, nonostante le frequenti estirpazioni per far posto alle colture intensive ed in serra, e alla dilagante  avanzata edilizia, specialmente nelle zone vicino al mare, il carrubo domina quasi incontrastato, e spesso, nei terreni più scoscesi, costituisce l’unica macchia di vegetazione. Nella sola provincia di Ragusa si trova il 72% della superficie nazionale adibita a tale coltura, che dà il 70% della produzione italiana ed il 78% di quella isolana.  Il carrubo fa parte integrante del territorio ibleo.

La carruba è il frutto spontaneo dell’albero del carrubo. Il carrubo produce dei baccelli simili a quelli dei fagioli. All’interno di questi baccelli troviamo i semi di carruba che, in forma essiccata, vengono macinati per la produzione della farina di carruba.

Il carrubo è un albero sempreverde tipico dell’area mediterranea. Le carrube vengono chiamate anche vajane. I baccelli delle carrube sono dapprima di colore verde e con la maturazione assumono una colorazione marrone. Un’ulteriore curiosità: i semi di carruba sono piuttosto pesanti e assai duri. Grazie a queste caratteristiche nel corso del tempo sono stati soprannominati carati, poiché in passato venivano utilizzati come misura dell’oro. La carruba è un alimento piuttosto calorico e molto energetico. Infatti 100 grammi di carrube apportano al nostro organismo circa 207 calorie. La ricchezza di fibre della carruba aiuta ad abbassare il colesterolo. Inoltre le carrube sono molto ricche di proteine, un aspetto di cui possiamo beneficiare quando consumiamo prodotti a base di farina di carrube.

Le carrube sono anche una fonte di antiossidanti, con particolare riferimento ai flavonoidi. Gli effetti benefici della carruba sono legati soprattutto al suo contenuto di vitamine e di sali minerali. In particolare le carrube sono una fonte di vitamina E e di vitamina K e contengono calcio, zinco, potassio e fosforo.

La farina di carruba ottenuta dai semi di questo frutto viene utilizzata come sostituto del cacao soprattutto nella preparazione di bevande e di dolci. La pasta di carruba viene impiegata nella produzione del cioccolato.

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