Il castello di Sperlinga votato come “luogo del cuore” dagli ennesi e al 75° posto fra i monumenti di tutta Italia

ENNA. Il castello di Sperlinga,in provincia di Enna, con oltre 4 mila voti è arrivato primo fra i “luoghi del cuore” del Fai Enna e al 75° posto fra i monumenti di tutta Italia.

Si tratta di un castello medievale costruito sulla rocca che domina la cittadina di Sperlinga, dotato di una particolare edificazione nella roccia arenaria.

Il basamento rupestre del castello (dal greco “Spelaìon” poi latinizzato in “Spelunca” ovvero grotta) fu strutturato dalle popolazioni indigene sicule, in cui le grotte scavate nella roccia, venivano utilizzate come sepolcri. Furono poi adibite ad abitazioni dal periodo bizantino e saraceno.

Sperlinga divenne sede di una ampia comunità di Longobardi che arrivano in Sicilia dal Nord Italia nel XII secolo, lombarde, ancora oggi infatti la lingua locale è un particolare dialetto detto “gallo-italico”.

L’inizio dell’edificazione si fa risalire tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII, sotto i normanni. I primi documenti sull’esistenza del borgo e del suo Castello sono del 1080. Lo storico Michele Amari ne “La guerra del vespro siciliano”,individuò dei documenti che avvalorano la tesi dei soldati angioini a Sperlinga capeggiati da “Petro de Alemanno o Lemanno”, resistettero, nel 1283 per quasi un anno all’assedio dell’esercito aragonese. Il Castello, in quel periodo, era di proprietà dello stesso Petro de Lemanno che attese invano gli aiuti angioini.

È l’unico castello in cui durante le guerra del Vespro i soldati di Carlo I d’Angiò trovarono rifugio, all’interno della sua struttura interamente scavata nella roccia.

Il castello fu assegnato nel 1324 dagli aragonesi alla famiglia Ventimiglia, che lo possedette per oltre due secoli. Nel 1597, il Castello di Sperlinga venne comprato dal barone Giovanni Forti o Gianforte Natoli. Giovanni Forti Natoli, la comprò per 30834 feudi, dal principe di Castelbuono Giovanni Ventimiglia il giorno 29 agosto 1597. Re Filippo IV concesse per lui e per i suoi discendenti, il titolo di principe erigendo nel 1626 la baronia a principato, e il privilegio di “potervi fabbricare terre”. Interno al castello crebbe un centro commerciale di grande interesse per tutto il territorio circostanteIl territorio era attraversato dalle trazzere regie che permettevano collegamenti con Messina, Palermo, il monte Altesina ed Enna. La proprietà passò poi al figlio Francesco Natoli e Orioles.

Da questi nel 1658 venne acquistato dalla famiglia Oneto, duchi di San Silvestro, dal 1666 duchi di Sperlinga insigniti dal re Carlo II di Spagna. La famiglia Natoli mantenne il titolo di principi di Sperlinga anche in seguito alla vendita del castello. Giovanni Stefano Oneto, investito del titolo di duca di Sperlinga, fece erigere a Palermo Villa Sperlinga. Nel 1680 passò al figlio Domenico Oneto e Spatafora che, senza figli, lo lasciò al fratello Francesco Oneto e Spatafora nel 1698.

Nel 1862 passò alla famiglia del barone Nunzio Nicosia che nel 1973 lo cedette al comune di Sperlinga.

Da rilevare ancora oggi che all’interno del castello, vi siano escavazioni progettate per funzioni astronomiche, tra cui la gestione della penetrazione del sole nel solstizio di inverno e d’estate e un silos dalle 12 nicchie con funzione di orologio solare.

Il castello è chiuso dal 1 gennaio del 2015 per il distacco di una lastra di roccia, ma un’altra parte dell’antico maniero è in bilico una porzione di roccia di 80 metri cubi. Per le casse comunali e per le poche attività commerciali la chiusura ha provocato danni consistenti. Per la messa in sicurezza servono 56 mila euro. Di questi 40 mila, così come ha deciso la Giunta e ratificato il consiglio comunale nella seduta del 14 febbraio, saranno recuperati con un mutuo che dovrà essere erogato dalla Cassa depositi e prestiti e restituito dal Comune in dieci anni.

Speriamo possa essere presto reso fruibile.

vedi anche: http://www.buonenotiziedallasicilia.tv/savoca-riapre-castello-pentefur/.

http://www.buonenotiziedallasicilia.tv/la-tonnara-san-vito-lo-capo-luogo-del-cuore-dei-fai/.

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