L’astronauta siciliano Luca Parmitano “Speleologo” in una grotta in provincia di Agrigento



Agrigento- L’astronauta siciliano dell’Agenzia spaziale europea (Esa),di origini paternesi Luca Parmitano ha appena concluso “un’insolita” spedizione alla “Grotta Cucchiara” sul monte Kronio, nei pressi di Sciacca, in provincia di Agrigento,  insieme a Marco Vattano, del Dipartimento della Scienza della Terra dell’Università di Palermo.

L’iniziativa è stata organizzata dalla missione Caves-X1 (parte del programma di addestramento degli astronauti ESA) in collaborazione col team La Venta.

Si è voluto dimostrare come l’esplorazione dello spazio si può preparare anche sotto terra, con l’aiuto dei droni, che possono essere usati come ‘speleologi’. L’esplorazione delle viscere della Terra e dello spazio hanno infatti molti punti in comune, contrariamente a quel che si potrebbe pensare: la mancanza di luce, il dover lavorare in spazi molto stretti e il poter contare su un equipaggiamento di sicurezza.

Per l’esplorazione della grotta siciliana, le cui condizioni climatiche all’interno sono proibitive – temperatura 37 °C, umidità 100% – è stato utilizzato uno speciale drone prodotto dalla società svizzera Flyability. Grazie a un’innovativa gabbia protettiva rotante, la macchina è in grado di rimbalzare contro le pareti ed è dotata di videocamere normali e termiche che le consentono di rilevare parametri ambientali che vengono registrati e trasmessi al pilota via radio. La scelta della grotta siciliana non è stata casuale: il suo abisso, infatti, raggiunge i 100 metri di profondità ed è analogo ad ambienti confinati che gli astronauti possono incontrare nelle loro missioni spaziali.
Il gruppo è arrivato il 19 maggio e ha trascorso 2 giorni esplorando l’area, dove c’è anche un abisso profondo 100 metri.  Parmitano ha prelevato campioni geologici e provato un nuovo modo per esplorare spazi difficili da raggiungere con il drone Flyability, fatto ‘scontrare’ apposta contro le pareti della caverna per imparare a navigare e mappare aree strette, troppo pericolose per l’uomo.

“Questi test torneranno utili per le future esplorazioni dei canali di lava su Marte”, commenta Francesco Sauro, dell’Esa. Il piano dell’Agenzia spaziale europea è far lavorare insieme uomo e robot per esplorare e costruire insediamenti su altri pianeti, migliorare le conoscenze sulle nostri origini e quelle della vita nel Sistema Solare.

(Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2017/05/25/drone-speleologo-aiuta-studio-spazio_a45ff393-69ab-49ff-b10b-66b4fb5cf842.html).

Le foto sono di Natalino Russo dell’associazione geografica La Venta.


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